La svolta del Varese è diventata ufficiale ieri con un comunicato apparso sul sito del club, dall’eloquente titolo: «Laurenza: presidenza e maggioranza».
Il messaggio incomincia così: «La direzione è chiara, tracciata in una riunione che si è svolta ieri (giovedì, ndr) sera nella sede di via Manin: è il presidente di A.S. Varese 1910 e sarà il socio di maggioranza della società, che manterrà invariato il proprio organigramma direttivo, con amministratore delegato e direttore generale, direttore sportivo, segretario generale».
«Per quanto riguarda la ridistribuzione delle quote, nel corso delle prossime riunioni saranno esaminati ulteriori dettagli, anche in base alla risposta ufficiale della Figc in merito alla posizione di Antonio , ma la direzione è chiara e decisa: Nicola Laurenza prenderà la maggioranza di A.S. Varese 1910, dopo aver già assunto la carica di presidente, e la Società manterrà la struttura direttiva che ha garantito in questi anni ai tifosi biancorossi tranquillità di gestione e competitività sportiva».
Di chiaro e deciso c’è che Laurenza sarà il vero proprietario del Varese ma in tutto il comunicato non c’è una riga che parla dei soci napoletani, presentati a gennaio in forma solenne come nuove forze in grado di potenziare il motore biancorosso, fornendogli benzina non solo in termini economici ma anche con intuizioni e idee. Perché non se ne parla? E, soprattutto, è vero che nel vertice andato in scena a Napoli a inizio settimana, a e era stato concesso il diritto di prelazione in caso di vendita delle quote di maggioranza da parte di Rosati, con una scrittura consegnata nelle mani di un notaio? Le domande rimangono in sospeso, visto che i due napoletani non parlano.
Chi invece non si sottrae al dialogo è Nicola Laurenza, vero e proprio patron.
«Ho recepito – dice – le esigenze della piazza: quelle dei tifosi e quelle dei politici, che chiedevano un punto di riferimento per il Varese. Io non ho i capitali per comprare più del dieci per cento, ma sono carico di entusiasmo e ho chiesto alle banche di darmi fiducia con un’operazione di finanza straordinaria che mi permetta di avere il 51 per cento o di arrivare anche al 60 o 70 per cento». Insomma, Laurenza pensa in grande e ha voglia di sforzarsi nel ricercare le risorse necessarie a tradurre in realtà il suo proposito perché si è preso a cuore le sorti del Varese: «Faccio tutto questo perché tengo molto a questa squadra ma anche per orgoglio personale e per una questione di reputazione. Ci metto la faccia e desidero dimostrare a tutti che non sono un presidente fantoccio ma posso gestire l’azienda Varese con potere decisionale. Dalle banche ho ricevuto un sì di massima che mi consente di portare avanti questo progetto con serenità. Se la Federazione permettesse a Rosati di tenere le quote di minoranza, sarei ancora più tranquillo perché il circolo virtuoso del Varese è incominciato proprio grazie a lui».
Il presidente valuterà personalmente il nuovo allenatore che, come ha detto, «deve avere la stessa grinta di e », mentre Rosati, vicepresidente esecutivo del Genoa, terrà un canale privilegiato con il Varese: oltre all’attaccante (ex Modena), potrebbe arrivare il centrocampista cileno (era al Chievo).
Varese
© riproduzione riservata













