BUSTO ARSIZIO Dalla piaga del lavoro nero non si salva neanche l’Aler. Anche se in questo caso anche l’ente regionale veste gli scomodi panni di vittima. Alle 12.30 di giovedì gli uomini del commissariato di Busto Arsizio hanno effettuato un blitz in un cantiere edile in viale Boccaccio 86, dove da qualche tempo è in corso un corposo intervento di demolizione e ricostruzione di case popolari. Il sopralluogo si inquadra nell’ambito di una serie di controlli effettuati sul territorio in collaborazione con l’ispettorato del lavoro.Nel corso delle verifiche sono stati identificati alcuni muratori di
origine egiziana assoldati dalla ditta appaltatrice. Un 34enne e un 32enne hanno esibito documenti di identità non validi e permessi di soggiorno palesemente falsi. Un 37enne, addirittura, non aveva né documenti, né permesso. Sono tutti stati denunciati per la violazione delle norme sull’immigrazione e per falso, e quindi sono stati espulsi. Un quarto cittadino egiziano, un 33enne, era il datore di lavoro dei tre connazionali. E’ stato denunciato anche lui per aver impiegato manovalanza irregolare: rischia la reclusione da sei mesi a tre anni e una la multa di 5000 euro per ogni lavoratore "fuorilegge".
Dice Giuseppe Gorini, consigliere dell’Aler e segretario cittadino della Lega Nord. «Me l’aspettavo, sapevo che lì c’era qualcosa che non quadrava – dichiara – avevo fatto un sopralluogo poco tempo fa, e non c’era in giro nessuno: i lavori erano fermi. Va bene che siamo in agosto, ma io ho passato una vita nei cantieri, so come vanno le cose e quel deserto non mi aveva convinto. Lunedì verificheremo come stanno le cose: secondo me, è probabile che dovremo chiudere il cantiere per un po’. Quello che ci frega – s’infiamma – è questo sistema degli appalti al ribasso che proprio non va. Finché le regole saranno queste, le gare saranno un invito a nozze per le ditte che puntano sulle irregolarità per risparmiare».
Enrico Romanò
m.lualdi
© riproduzione riservata













