Lavoro e crisi: un disastro Esplode l’evasione a Varese

Lavoro e crisi: un disastro
Esplode l’evasione a Varese

C’è la crisi, aumentano l’evasione contributiva e l’abuso delle tipologie di lavoro flessibile. Nel secondo trimestre 2013, più di due milioni di euro di evasione accertata e 293mila euro di sanzioni per lavoro irregolare.

A rivelarlo sono i dati sull’attività ispettiva svolta dalle direzioni territoriali del lavoro e dai nuclei speciali dei carabinieri, resi pubblici nei giorni scorsi dal ministero del lavoro e delle politiche sociali.

In provincia di Varese, nel secondo trimestre del 2013 (i mesi di aprile, maggio e giugno), i controlli hanno accertato un imponibile evaso pari a due milioni 143mila e 104 euro.

Proiettato su base annua, delineerebbe un’evasione contributiva di oltre otto milioni e mezzo di euro: ben più dei sei milioni 750mila e 602 euro di imponibile evaso registrato lungo tutto l’arco del 2012.

Il dato è tutto sommato in linea con quello nazionale, dove si rileva addirittura un +117% (del doppio) di evasione contributiva accertata nei primi sei mesi del 2013 (oltre 260 milioni di euro), che «evidenzia – spiega la direzione generale dell’attività ispettiva del ministero del Lavoro – una maggiore capacità dei servizi ispettivi del ministero di indirizzare l’attività di controllo verso obiettivi mirati, individuati anche attraverso una efficace analisi dei dati esistenti nelle banche dati disponibili».

Quanto emerso è il frutto di 202 ispezioni, su circa 400, in cui sono stati contestati illeciti. In pratica in un caso su due gli ispettori e i Carabinieri scoprono delle irregolarità, un dato leggermente inferiore rispetto a quello nazionale del 62%. Il numero più consistente di illeciti accertati riguarda il settore terziario (132 casi per un’evasione complessiva di un milione 139mila euro circa), seguito dall’industria (33 casi per 644mila euro circa), mentre nell’edilizia solo un’ispezione su tre ha rilevato irregolarità (37 casi per poco più di 359mila euro di evasione, dato peraltro già superiore ai 238mila euro accertati nell’intero 2012).

Nessuna ispezione effettuata invece nell’ultimo trimestre sul settore agricolo. Appena quattro i casi di lavoratori extracomunitari clandestini (erano stati 11 lungo tutto il 2012) e nessun minore, contro i 17 “scovati” nel terziario nel 2012.

Per quanto concerne le tipologie di lavoro irregolare, sono 140 i casi di “maxi-sanzioni” per il lavoro nero, di cui 120 nel terziario (in gran parte bar e ristoranti).

Ormai al livello del più tradizionale “nero” sono in crescita consistente, segnala il ministero, «i fenomeni di abuso nell’uso delle tipologie lavorative flessibili che mascherano fenomeni di lavoro subordinato, come le collaborazioni a progetto, le associazioni in partecipazione non genuine e le finte partite Iva»: nel secondo trimestre 2013 sono stati scoperti ben 130 casi in provincia, di cui 109 nel terziario.

Da notare che in tutto il 2012 erano stati 147 questi illeciti relativi al lavoro flessibile, contro le 564 sanzioni comminate per il lavoro nero. Nell’edilizia invece sono stati rilevati solo due casi di lavoro subordinato mascherato da autonomo.

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