GAVIRATE Ogni rintocco per lui è una sofferenza. Così, stanco di subire quello che lui ritiene essere un autentico sopruso, ha deciso di portare le sue "aguzzine" alla sbarra, le campane delle chiese di Voltorre e di Oltrona. Che rischiano di vedersi mettere il bavaglio.Il "j’accuse" contro le due parrocchie è contenuto in un esposto presentato alla procura della Repubblica di Varese. L’autore della denuncia ipotizza il reato di disturbo del riposo delle persone. Un reato tutt’altro che lieve, previsto dall’articolo 659 del codice penale. Chi viene riconosciuto colpevole di abusare di "strumenti sonori" viene punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda «fino a lire seicentomila».La persona che ha presentato l’esposto afferma di aver deciso di ricorrere al tribunale dopo che
tutte le sue precedenti istanze erano cadute nel vuoto. Lui dice di essersi rivolto all’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, l’ente deputato a rilevare l’inquinamento acustico, senza ottenere nulla. Sostiene di aver persino interpellato la Conferenza episcopale italiana, per far valere le proprie ragioni: invano. Di qui la decisione di ricorrere alla procura, nella speranza di vedere puniti i responsabili del suo mancato riposo.Tuttavia, forse in questo caso più che una questione di salute, si tratta di una questione di puntiglio. La persona che ha presentato l’esposto si proclama infatti non credente. Ed è possibile che la sua sia una battaglia "per la laicità" molto simile a quella che combattono, ad esempio, quelli che non sopportano i crocifissi nelle aule scolastiche.
Il parroco don Mario Papa trasecola. «Sì, forse le nostre campane iniziano a suonare un po’ presto – ammette – partono alle sei di mattina e vanno avanti fino alle nove e un quarto di sera. Avevo ricevuto qualche lamentela, ma non avrei mai pensato che qualcuno potesse tirare in ballo il tribunale». Ancora più stupito don Giuseppe Ortelli, parroco di San Michele, a Voltorre: «Me se le nostre tre campane le tiriamo ancora a mano». Poi aggiunge: «Non le suoniamo quasi mai, non abbiamo neanche il campanile. Facciamo eccezione solo per le messe solenni. L’esposto? Se ci chiameranno in tribunale, ci penseremo».
Enrico Romanò
s.bartolini
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