Unendo Yama-Chateau d’Ax 3-1 Parziali: 25-15, 15-25, 29-27, 25-21.
Busto: Kozuch 22, Bauer 13, Brinker 10. Urbino: Van Hecke 21, Petrauskaite 20, Negrini 12.
Spettatori: 3.939.
BUSTO ARSIZIO Carlo Parisi non schiera Marcon, bisogna riguardare il suo tendine infiammato, dando spazio a Lombardo. Confermato anche il cambio di gerarchie: Brinker è ancora titolare per Faucette. Classico il resto del sei più uno. Dall’altra parte, Donato Radogna tiene seduta la regià della bustocca Dall’Igna, la quale aveva comunque fatto normale riscaldamento.
Dirige Angelelli in diagonale con Van Hecke, in mezzo Dugandzic e Gentili preferita a Leggs, Petrauskaite-Negrini laterali, Croce libero.
Definire il primo set è difficile, perché entrano in campo due velocità di pallavolo. Il parziale d’ingresso è 8-0, Busto è schierata in P1 con Caracuta in battuta: tutto compreso, e in ordine sparso, ci sono 3 punti di Kozuch, uno di Brinker e ben 4 errori delle ducali. Partenza slegata da cui la Chateau d’Az non si riprende più: 16-8 al secondo tempo tecnico, chiude 25-15 un attacco di Lombardo. Decisivi gli 8 errori ospiti, a fronte dei 3 biancorossi; fase offensiva bustocca al 44%, urbinate al 23%. Bisconti non impiegata, non sta ancora bene.
Nel parziale due Parisi conferma la coppia Brinker-Lombardo, Radogna lascia fuori Dall’Igna ma cambia Leggs su Gentili, tornando al classico con la coppia centrale. Detto questo, se definire il primo set è stato difficile, lo stesso fa ascritto al secondo, ma a parti inverse. Busto entra in gioco scarica, per Urbino è facile raccogliere coraggio a quattro mani, tramutandolo in convinzione. Gli errori bianconeri calano (da 8 a 4), le percentuali d’attacco s’invertono (54% a 33% per Urbino). Bauer mai così male da un secolo (14%), di contro grande efficienza dalle laterali di Radogna (Petrauskaite 75%, Negrini 67%, Van Hecke 50%). KOzuch scende dal 50% al 25%, si paga. Progressione impietosa: 2-10, 10-16, 13-21, 15-25.
Si torna in pista con formazioni cristallizzate, Parisi utilizza Marcon per la prima volta Marcon a puntellare la seconda linea, lavoro davanti sempre con Brinker-Lombardo. Va in scena il primo set combattuto: non una bella pallavolo, ma almeno c’è una partita. Detto questo, conviene andare direttamente alla fine, ai 3 set point Chateau d’Ax e 2 Unendo Yama. Decide 29-27 un muro di Kozuch su Sorokaite, una Maggie molto sotto tono in quello che dovrebbe essere il suo lavoro, ovvero l’attacco (24% su 17 palloni). Caracuta ritrova buona intesa con le centrali, tirando in gara Arrighetti (5 palloni al 69%), che ripaga con un muro decisivo nel concitato finale. Attacchi pari (36% a 32% per Busto), la ricezione anche (positività all’80% e 83%), errori idem (7 a 8). Urbino non riesce a capitalizzare l’occasione che è stata brava a costruirsi, Busto non convince.
Il quarto set, se possibile, peggiora la sensazione di non bella pallavolo: Urbino va 9-11, Busto mette un 6-0 sulle spalle del muro di Bauer. Fuga decisiva, anche se Urbino riesce a rientrare 18-17 e stare in scia sino al 20-19: nella fase tanti errori d’ambo i lati, con le contendenti che sembrano non voler vincere. Un attacco di Bauer (22-20) e l’ace (23-20) d’una non completamente convincente Kozuch, almeno per quello che dovrebbe essere il suo compito, fare punto. Mandano i titoli di coda e i tre punti alla Unendo Yama. Li timbra un muro di Caracuta su Negrini.
Samuele Giardina
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