Le industrie bustesi chiudonoIl Comune spende per l’immagine

Le industrie bustesi chiudonoIl Comune spende per l’immagine

BUSTO ARSIZIO C’è la crisi e ieri l’ultimo "lutto": quello esposto simbolicamente all’Ibici che chiude in modo definitivo. Ma sulla propaganda il Comune non risparmia, è l’accusa del Pd. Anche la Lega però è perplessa. C’è una Busto reale e una Busto di carta: la prima è quella delle aziende in crisi, che riceve a fatica un po’ di attenzione e 200 mila euro di fondi straordinari, la seconda mobilita la politica con cifre da capogiro. Tra le ultime decisioni dall’amministrazione ne spiccano due particolarmente generose: scelte politiche che sembrano fare un po’ a pugni con la situazione attuale di crisi. La prima riguarda la pubblicazione di 10 numeri di un house organ comunale, una pubblicazione informativa in cui avranno spazio la giunta e i gruppi consiliari e che sarà distribuito a tutte le famiglie della città. Il tutto alla modica cifra di 132 mila euro da qui alla fine del mandato amministrativo. La seconda riguarda l’affidamento

di un incarico professionale per lo studio dell’immagine coordinata del Comune e l’impostazione del relativo manuale, che sarà chiamato ad uniformare le modalità di comunicazione dei vari settori dell’ente: quasi 20 mila euro. In totale fanno più di 150 mila euro elargiti nel corso della seduta di giunta del 9 luglio, senza dimenticare che a libro paga di palazzo Gilardoni (che ha già un ufficio stampa) c’è un consulente esterno per la comunicazione – Angelo Crespi – che costa circa 38 mila euro. «Ma non abbiamo fatto una fatica del diavolo per tirar fuori 200 mila euro malamente assortiti per dare una mano alle famiglie disagiate?» si chiede attonito il consigliere del Pd Alessandro Berteotti. E la leghista Luciana Ruffinelli: «Ritengo sia giusto informare i cittadini con la massima trasparenza. Però per valorizzare l’immagine della città si è già fatto molto con la campagna “C’è più Busto”, adesso è giunta l’ora di migliorare l’immagine della città con la concretezza.Andrea Aliverti

m.lualdi

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