Le “ladre pendolari” rom colpiscono ancora sul Malpensa Express

Valigie razziate e bagagli svuotati alla stazione di Busto Arsizio

Hanno preso di mira i passeggeri del Malpensa Express con una rapidità che lascia poco spazio alla reazione: afferrano le valigie, scendono alla prima fermata utile – la stazione Nord di Busto Arsizio – e lì, all’ombra dei binari, aprono i bagagli per scegliere cosa tenere e cosa buttare. Scarpe, borse, oggetti personali finiscono sparsi a terra, abbandonati come scarti di una selezione lampo. È la fotografia di uno degli episodi avvenuti giovedì 27 novembre, solo l’ultimo di una serie che vede protagoniste undici donne rom specializzate nei furti sul treno.

A Busto ormai le chiamano le “ladre pendolari”: un gruppo che si muove con sistematicità tra Milano e l’aeroporto di Malpensa. Il copione è sempre lo stesso: individuano le prede tra i passeggeri provenienti dallo scalo internazionale, si impadroniscono dei bagagli più voluminosi e scendono alla stazione successiva per agire indisturbate. Chi frequenta abitualmente lo scalo racconta di scene quasi quotidiane. «Le abbiamo contate – dicono alcuni pendolari –: un giorno erano sedici. Altre volte una decina».

Nonostante gli interventi periodici delle forze dell’ordine, il fenomeno sembra difficile da arginare. La mobilità del gruppo, la rapidità dell’azione e il flusso continuo di viaggiatori rendono complicato un controllo costante. Intanto, sotto i portici della stazione bustese, rimangono come testimonianza i resti di ciò che non è stato ritenuto “utile”: oggetti sparsi che raccontano la storia di un viaggio interrotto e di un furto fin troppo rodato.