GALLARATE Sarà come visitare lo studio parigino di Alberto Giacometti. Questo propone la mostra che aprirà al Maga il prossimo 5 marzo, ovvero, per la prima volta in Europa, l’esposizione della collezione di opere che l’artista conservava nel suo archivio personale.Non a caso il curatore della mostra è Michael Peppiat, autore di «In Giacometti’s studio», un libro che racconta il suo lavoro di ricerca compiuto all’interno dell’archivio, prima mai aperto ad un estraneo, di uno dei rami della famiglia dell’artista svizzero. Gli eredi gli hanno infatti accordato il permesso di esaminare la collezione, catalogarne le opere e, a lavoro ultimato, di pubblicare un nuovo volume, degno proseguimento del primo. «Si tratta di un materiale che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti», spiega Peppiat, che permette di scoprire un artista «afflitto da una specie di compulsione al bozzetto».La sigaretta in bocca e la matita in mano, due elementi imprescindibili per l’uomo che oggi è raffigurato sulle banconote da 100 franchi svizzeri. Negli oltre 300 disegni esaminati dal curatore della mostra, questa propensione al disegno immediato, istintivo, appare evidente. Ci sono gli schizzi di nudo di Christine Keeler, la showgirl al centro dello scandalo Profumo negli anni Sessanta, o la fotografia pasticciata di Lee Harvey Oswald, l’uomo condannato per l’attentato costato la vista
al presidente John Fitzgerald Kennedy.Ma non ci sarà solo questo nell’esposizione coordinata da Cinzia Chiari, con allestimenti curati, come già avvenne per quella dedicata a Modigliani, da Maurizio Sabatini, lo scenografo di «Baaria» di Giuseppe Tornatore. I padiglioni di via De Magri ospiteranno infatti 49 sculture ed una selezione di dipinti di Giacometti. Le prime ritraggono i famigliari dell’artista, i genitori, la sorella Ottlilia e il fratello Diego, oltre ad una serie di lavori risalenti al dopoguerra. C’è un «Homme qui marche», scultura venduta all’asta a Londra al prezzo record di 74 milioni di euro, alcune teste di «Lotar», una «Femme de Venise» ed alcuni busti della moglie Annette.Molto vasta, invece, la raccolta di disegni, che comprende sia ritratti a figura intera che copie di opere classiche, oltre ai bozzetti realizzati sui supporti più diversi. Oltre alle opere, tutte collocabili nella maturità, molti aspetti della mostra consentiranno di conoscere anche un Giacometti intimo, proprio grazie al fatto che la collezione, mai esposta finora, appartiene alla famiglia. A completare la mostra anche un’ampia sezione documentaristica, con lettere e diverso materiale fotografico, che racconta dell’artista al lavoro. Tutto questo sarà «Alberto Giacometti. L’anima del Novecento», l’esposizione che sarà inaugurata il prossimo 5 marzo al Maga di Gallarate e che potrà essere visitata fino al 6 giugno.Riccardo Saporiti
s.bartolini
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