VARESE La vita spericolata… e a scrocco della famiglia Bossi. Tra lavori non pagati e multe per eccesso di velocità, queste sì pagate, ma con i soldi di partito. Passi che le “famiglie reali” hanno sempre dipeso dai propri suidditi. Ma forse ai Bossi nessuno aveva spiegato che guidare un partito politico non significa disporre arbitrariamente della cassa.
Dalla quale, secondo quanto emerge dalle accuse e dalle prove in mano ai giudici, avrebbero attinto per spese personali. Dimenticandosi tuttavia di saldare qualche conto. In primis, quelli dell’ultima rata per i lavori di sistemazione esterna del villino di Gemonio. Come anticipato ieri, la ditta Cornelio Bianchi di Brunello sta aspettando da quasi dieci anni il saldo dei lavori eseguiti tra la seconda mettà degli anni Novanta e il 2002, comprensivi della sistemazione del giardini, realizzazione di vialetti e modifiche ai muri di sostegno.
La ditta vede come titolare l’ingegner Gerolamo Bianchi, padre del sindaco di Morazzone Matteo Bianchi. Quest’ultimo leghista e maroniano da sempre (di quelli della prima ora, quando si rischiava l’espulsione, e non di quelli che adesso che la corrente vince cercano tutti di salire sul Carroccio del vincitore). Ma questo con i lavori di Gemonio non c’entra, al massimo è una beffa del destino. Una in più.
I lavori in questione, iniziati a fine anni Novanta e proseguiti fino alla fine del 2002, riguardavano la parte esterna dell’edificio. E ad oggi manca ancora, a quasi dieci anni di distanza, il saldo definitivo, per 31.000 euro.
Dalle carte dei pm, dopo il sequestro dei bilanci in via Bellerio, emergono invece altre “spese” personali della famiglia.
Tra i prelievi più ingenti, un bonifico pagato su un conto del banco di Napoli di 9.901,62 euro a favore della casa di cura “Gruppo Iseni” di Lonate Pozzolo, per un intervento di rinoplastica eseguito nell’aprile del 2011 per Eridano Sirio, il figlio minore.
e.romano
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