Varese: alto rischio frodi assicurative. Il 10% degli incidenti stradali verificatisi nella nostra provincia nel 2013 è finito sotto la lente dell’Istituto per la vigilanza frodi assicurative (Ivass). Su 43 mila incidenti stradali, quattromila e 300 hanno fatto allertare i controlli, mentre sono già mille e 500 quelli che sono oggetto di indagine da parte dell’autorità di controllo. Scorrendo i dati Ivass si traccia la
fotografia di una provincia affatto virtuosa sotto il profilo dell’onestà su strada: circa il 10% dei veicoli coinvolti in sinistri stradali sul nostro territorio non era assicurato. Sono gli stranieri? Assolutamente no. Nel 45% dei casi i veicoli non assicurati erano guidati, e intestati, a cittadini varesini da diverse generazioni. La nostra provincia risulta tra le prime cinque in Lombardia ad alto rischio frodi assicurative.
Doppiando la vicina provincia di Como – sul Lario nel 2013 sono stati circa duemila e 800 gli incidenti stradali finiti nel mirino di Ivass – e raggiungendo gli stessi dati di territori molto più estesi e popolati quali quello della provincia di Bergamo.
Il top di questa classifica nefasta lo raggiunge, ovviamente, la provincia di Milano, con quasi 25mila incidenti stradali sospetti registrati nel 2013. L’Ivass fornisce anche i costi sociali che le frodi assicurative impongono. Si stima che mediamente ogni frode assicurativa costi circa tremila e 300 euro.
Calcolatrice alla mano calcoliamo quanto, se i sospetti di Ivass saranno confermati dalle indagini, si brucerà in provincia di Varese. Incidenti a rischio: quattromila e 300.
Moltiplicati per un costo medio di tremila e 300 euro. Il risultato è sconcertante:14 milioni e 190mila euro a potenziale rischio frode. A livello nazionale il “giro d’affari” delle frodi assicurative è stimato intorno al miliardo e mezzo di euro.
In danno alle assicurazioni che, però, si vedono a questo punto “costrette” ad aumentare in modo esponenziale i premi assicurativi dei propri clienti.
Un circolo non proprio virtuoso che permette anche di stimare quali siano le frodi più frequenti tentate in provincia di Varese. Al primo posto c’è un evergreen: l’intramontabile colpo della frusta. Che non si nega a nessuno.
In seguito ad incidente, in particolare a tamponamento, l’80% degli automobilisti coinvolti lamenta forti dolori al collo. Con richieste risarciti e esorbitanti basate su prognosi ridicole: da due a cinque giorni.
Altro classico varesino:«Si dai, vieni addosso che ho giusto la macchina da rimettere a posto».
“Sistemiamo tutto”: classico commento quando qualcuno compie una manovra da infrazione al codice. C’è però chi dalle parole passa ai fatti. Al secondo posto sul fronte frodi assicurative c’è proprio questo.
Auto tamponate con preventivi presentate alle assicurazioni che prevedono riparazioni anche a cofano, portiere anteriori, fanali anteriori, ripristino di livelli di acqua e olio.
Mancherebbe giusto una gonfiata alle gomme. In realtà ciò che è gonfiato è la stima dei costi con il tentativo di far inserire nelle riparazioni anche danni pregressi all’incidente in questione.
Infine cresce in provincia di Varese il numero di veicoli che circolano senza assicurazione. In caso di incidente qui non c’è nulla da fare. Per il non assicurato scatta la denuncia, ovviamente, ma l’altro coinvolto dovrà sobbarcarsi l’intero onere delle riparazioni per quanto riguarda la propria auto.













