– Lega Nord, il congresso è un “giallo”. Vince per una scheda il giovane , ma lo sconfitto , che in un primo momento era stato proclamato segretario, prepara il ricorso da presentare alla segreteria provinciale. «Mi sento segretario a tutti gli effetti e farò di tutto per conquistare il favore di chi non mi ha votato» le prime parole del neo-eletto Guarneri, il Matteo di Busto che oggi sarà in piazza per il “gazebo di Natale” con il vicepresidente del Consiglio regionale .
Congresso all’ultima scheda, letteralmente, quello che si è celebrato ieri mattina nella sezione della Lega Nord di Busto Arsizio in via Culin. Si confrontavano un giovanissimo militante, il 24enne Matteo Guarneri, e un esponente della “vecchia guardia”, il vicepresidente del Consiglio comunale Livio Pinciroli. Il primo espressione di quella che stando ai numeri avrebbe dovuto essere la maggioranza della sezione, che ruota attorno alla figura di in continuità con il segretario uscente (che in primavera era stato prorogato proprio per evitare un congresso fratricida), il secondo sostenuto dall’ala (ex) “maroniana”, in cerca di un ribaltone nell’ex roccaforte “bossiana”. Su 45 iscritti si sono presentati in 32 a votare: allo scrutinio, presieduto dal segretario di circoscrizione , è parità assoluta, 14 schede per Pinciroli e 14 per Guarneri. Viene proclamato segretario, per anzianità di militanza, Livio Pinciroli, che fa il suo discorso di ringraziamento. Poi però i conti non tornano, perché le schede bianche sono due e le nulle una: manca una scheda. La trovano nascosta nell’urna di cartone: sul retro della scheda, tra il timbro e la firma del segretario di seggio, c’è scritto “Matteo”. Segno di una preferenza per Guarneri, che ribalta i conti: 15 a 14. Stavolta è lui ad essere proclamato segretario.
Lo sconfitto però non ci sta: «L’ultima scheda era da annullare, in quanto riconoscibile per via della preferenza non scritta nel posto giusto, ma anche altre due erano dubbie – spiega Pinciroli – domani presenterò ricorso alla segreteria provinciale, poi deciderà il federale». Matteo Guarneri invece è tranquillo: «In caso di ricorso, valuteranno gli organi superiori. Io faccio quel che devo fare al 101 per cento, anche per conquistare chi non mi ha votato. Quel che più conta è che, al di là della competizione di un’elezione democratica, il partito è compatto e con un’unica linea».
I suoi propositi sono quelli di seguire la strada del Matteo più famoso, il “capitano” Salvini: «Uno dei punti cardine del mio programma è stare in mezzo alla gente, è la forza di un movimento come ci insegna Salvini».