Lega, Reto lancia la sfida a Cassani: «Serve una sferzata dal territorio»

Lega, Reto lancia la sfida a Cassani: «Serve una sferzata dal territorio»
Superate le 60 firme necessarie per la candidatura alla segreteria provinciale. Al confronto di Varese oltre settanta militanti, con gli affondi di Ghiringhelli e Candiani contro la gestione uscente.

VARESE – «Comunque vada, a essere qui per farmi ascoltare da voi mi sento già un vincitore». Con queste parole Mirko Reto ha aperto l’incontro con i militanti della Lega al ristorante “Al posto giusto”, presentando la propria candidatura alla segreteria provinciale.

Il sindaco di Casciago sfiderà il segretario uscente Andrea Cassani nel congresso in programma domenica 8 novembre ad Albizzate. A sostenere Reto sono arrivati amministratori, dirigenti ed esponenti storici del Carroccio, decisi a chiedere un cambio di passo nella gestione del movimento sul territorio.

Durante la serata Max Ferrari ha annunciato il superamento delle sessanta sottoscrizioni necessarie per formalizzare la candidatura, notizia accolta da un lungo applauso degli oltre settanta presenti.

Reto: «Nove giorni non sono rispettosi dei militanti»

Il primo punto sollevato dal candidato riguarda la convocazione del congresso, arrivata con appena nove giorni di preavviso.

«Mi sono candidato perché odio le ingiustizie – ha affermato Reto –. Nove giorni per convocare un congresso non sono rispettosi né per i militanti né per chi aveva voglia di candidarsi, magari qualcuno che avrebbe potuto fare una sintesi».

Reto ha presentato una proposta organizzativa fondata sull’ascolto delle diverse aree della provincia, ipotizzando la nomina di tre referenti territoriali: «Sono qui ad ascoltare per decidere in maniera coerente con le necessità del territorio. I problemi di Luino non sono gli stessi di Azzate o Saronno».

Il sindaco di Casciago ha anche respinto una lettura nazionale della competizione: «Spostare un congresso sulle dinamiche nazionali è un male per la Lega. Non esistono salviniani o antisalviniani. Se vogliamo essere leghisti dobbiamo lavorare per il nostro territorio».

Bianchi: «Doveroso sostenere Mirko»

Tra i sostenitori di Reto c’è Matteo Bianchi, consigliere comunale di Varese, già deputato ed ex segretario provinciale della Lega.

«Doveroso sostenere Mirko», ha dichiarato Bianchi, criticando a sua volta i tempi della convocazione. «Il parallelismo col federale non regge, perché questo non è un congresso straordinario. È irrispettoso nei confronti del movimento stesso, perché si tratta di un momento di discussione e dibattito importante».

La sua presenza rafforza l’idea di una candidatura che punta a riaprire il confronto interno e a riportare al centro le sezioni, gli amministratori e i militanti.

Ghiringhelli: «Deluso dalla segreteria Cassani»

L’intervento più duro è stato quello di Sergio Ghiringhelli, capogruppo della Lega in Consiglio provinciale.

«Il problema non è Salvini o non Salvini, ma il territorio, dove le battaglie storiche sono scemate. Bisogna dare una sferzata e Mirko è l’uomo che può darla. Non è Cassani. Sono rimasto molto deluso dalla sua segreteria».

Ghiringhelli ha lamentato la mancanza di sostegno politico nelle vicende affrontate a Villa Recalcati, citando la questione Barcaro e i rapporti con Forza Italia: «La segreteria provinciale mi è stata vicino? No, zero. Persino Salvini mi ha chiesto com’era la situazione, ma al tavolo provinciale non si è mai messo in discussione che i nostri alleati di Forza Italia stanno col Pd».

Il capogruppo ha inoltre accusato Cassani di non averlo invitato ai direttivi provinciali, nonostante la partecipazione fosse prevista dai regolamenti, e ha contestato la distribuzione degli incarichi interni.

«La segreteria Cassani ha cancellato la rappresentatività di due terzi della provincia. La Lega è nata a Varese, che è sempre stata centrale. Ma il vicesegretario è di Saronno, il responsabile degli enti locali di Tradate. Sopra Gallarate non ci sono incarichi da anni».

Candiani: «Troppo protagonismo gallaratese»

Anche il deputato Stefano Candiani ha sottoscritto la candidatura di Reto, insistendo sulla necessità di recuperare una direzione collegiale.

«Reto mi ha detto che la Lega vive sul noi, non sull’io. Si sente questa carenza del noi dopo un eccesso di protagonismo un po’ troppo gallaratese. Io a Cassani l’ho detto in faccia».

Candiani ha richiamato l’esempio di Matteo Bianchi e ribadito che «la Lega ha bisogno del gioco di squadra. Se una cosa la fai per te stesso diventa un protagonismo che non rientra nel nostro modo di fare».

Il parlamentare ha infine riferito un episodio destinato ad alimentare ulteriormente il confronto congressuale: «Alcuni militanti mi hanno chiamato per dirmi che stanno subendo “minacce” nel caso di sostegno a Reto e questo non mi piace». Un’affermazione formulata da Candiani durante la serata e sulla quale, al momento, non sono stati forniti ulteriori elementi.

Sindaci e militanti alla serata di Masnago

All’incontro hanno partecipato più di settanta persone. Tra i presenti figuravano Andrea Mascetti e diversi sindaci: Giuseppe Iocca di Bardello con Malgesso e Bregano, Giancarlo Frigeri di Castiglione Olona, Giuseppe Gabri di Castronno e Massimo Porotti di Biandronno.

Presente anche Simone Castoldi, presidente della Comunità montana, insieme allo storico militante Gladiseo Zagatto, al coordinatore della Lega Giovani di Busto Arsizio Mauro Baldassarre e all’ex coordinatrice provinciale del movimento giovanile Carlotta Bozzolo.

La sfida congressuale entra così nella fase decisiva. Reto punta a trasformare il malcontento emerso nella serata in un progetto di rilancio territoriale, mentre Cassani si presenta al voto difendendo i tre anni della propria segreteria. La parola passerà ora ai militanti riuniti ad Albizzate.

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