Lega sola a Busto e Gallarate A Varese sì al Pdl, niente Udc

Lega sola a Busto e Gallarate A Varese sì al Pdl, niente Udc

VARESE La Lega corre da sola a Gallarate e Busto Arsizio. A Varese l’alleanza si restringe al solo Pdl. Dal consiglio federale di ieri, quasi quattro ore di riunione in via Bellerio, è maturata la decisione di non andare in alleanza nel maggior numero di comuni possibili. Umberto Bossi ha aperto la riunione dicendo:«È il momento di recuperare l’identità, da soli il più possibile». Accanto al leader, i ministri dell’Interno Roberto Maroni e della Semplificazione Roberto Calderoli, il segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni e l’eurodeputato Matteo Salvini. La decisione è stata quindi quella di rendere obbligatorio l’apparentamento con il Pdl solo nei due capoluoghi regionali, ovvero Milano e a Torino, e di sostenerlo nei capoluoghi provinciali, ponderando la scelta caso per caso in tutte le altre realtà. Privilegiando l’alleanza soltanto nelle città che abbiano il ruolo di capoluogo. Decisione che, declinata a Varese, fondamentale scacchiere leghista, significa che prende corpo il progetto di rimanere con il Pdl nella sola città giardino. E infatti, dopo il vertice, l’annuncio che si correrà da soli a Gallarate e Busto Arsizio. I nomi ci sono già: per Gallarate si pensa a Ugo Gaspari, uomo vicino al segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. Busto Arsizio, terra del capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, vede invece una doppia possibilità: il vicesindaco uscente Giampiero Reguzzoni, o Gianbattista Gallazzi. A Varese invece il Carroccio, che sostiene il sindaco uscente Attilio Fontana, si ripresenterà con il Pdl. Troppo

elevato il rischio di correre da soli, visto che già nella situazione attuale c’è il rischio del ballottaggio. Ma la coalizione subisce un ridimensionamento. Dal vertice del Carroccio è arrivato l’ordine di non presentarsi insieme all’Udc, partito oggi presente nella maggioranza a Varese e tenuto in alleanza in assenza di controindicazioni. Che sono arrivate ieri. A questo punto, i centristi potrebbero dare vita al terzo polo con il Fli anche a Varese. Ieri sera, pochi minuti dopo la fine del consiglio federale, si è riunito il direttivo provinciale della Lega Nord. A seguito delle decisioni prese invia Bellerio, i dirigenti provinciali hanno dovuto disegnare le strategie delle elezioni di primavera. La segreteria provinciale di Varese ha ratificato la decisione di correre da soli dappertutto, con l’unica eccezione del capoluogo. Se i leghisti di Varese vorranno adeguarsi alle altre realtà, e puntare alla corsa solitaria anche per Palazzo Estense, dovranno chiedere udienza a Bossi e convincerlo del progetto che sta loro a cuore. Difficile, però, che la parola del Capo venga messa in discussione. Per quanto i leghisti varesini sognino di andare da soli anche nella città che ha visto la nascita del partito. Se i leghisti vorranno correre da soli anche a Varese, avranno tempo fino a venerdì per fare sapere la loro decisione e chidere a Bossi la dispensa rispetto alle decisioni del federale. Venerdì si riunirà infatti il consiglio nazionale, quello della Lombardia, dove le diverse realtà proporranno i loro candidati sindaci. Marco Tavazzi

s.bartolini

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