VARESE È ancora muro contro muro tra Lega dei Ticinesi e comuni di confine, supportati nelle ultime ore da forti prese di posizione delle istituzioni lombarde e nazionali. Sabato la linea comune dopo il vertice in Valganna: «Schiena dritta e niente ricatti dal Cantone». Ieri, dalle colonne del Mattino della domenica, la replica a strettissimo giro di stampa dei leghisti d’oltreconfine guidati da Giuliano Bignasca, che ha ammonito: «È chiaro, e tutti anche nella vicina ed ex amica Penisola dovrebbero ormai averlo capito, che il responsabile della rottura tra Svizzera ed Italia è lui». Ovvero, il ministro dell’economia Giulio Tremonti. «I sindaci dei comuni italiani della fascia di confine hanno poco da starnazzare – ha scandito a chiare lettere un articolo che occupava tre quarti della prima pagina – E delle loro minacce di ritorsione, come pure di quelle dell’assessore ai trasporti della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, ce ne facciamo un baffo. Ma quali ritorsioni se ormai siete falliti? L’Italia, che in 150 anni non ha mai vinto una guerra e nemmeno ha mai pareggiato, non è nella condizione di mettere in atto neanche mezza misura di ritorsione. Men che meno adesso». Come dire, un messaggio che più chiaro non si può, soprattutto perché i leghisti alzano di nuovo la posta e tornano ad attaccare i frontalieri di Varese
e di Como: «È solo l’inizio perché se ci gira, con l’aiuto dei 20 mila disoccupati ticinesi, blocchiamo anche le frontiere». Una minaccia non nuova.E dopo l’affondo al governo di Roma, ecco spuntare quello al Pirellone: «Fa veramente ridere il casotto che stanno combinando in Lombardia per il blocco di 28 milioni di franchi, ossia il 50% dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri – ha fatto sapere Bignasca da pagina 2 del Mattino – Proprio vero che l’Italia è fallita E i sindaci della fascia di confine hanno poco da starnazzare alla mobilitazione perché noi gli chiudiamo le frontiere e poi i loro concittadini frontalieri potranno andare a chiedere lavoro direttamente ai propri brillanti amministratori comunali. Chiaro il messaggio?». La palla torna nel campo italiano e in quello della diplomazia.E già oggi la vicenda potrebbe riservare sviluppi essendo in programma un incontro, già previsto da tempo, tra il ministro varesino e leghista dell’Interno, Roberto Maroni e il direttore del dipartimento delle istituzioni ticinese, il leghista Norman Gobbi. L’appuntamento è per la serata a Varese. Come ha specificato lo stesso consigliere di Stato ai microfoni della Rsi, si parlerà di sicurezza e di flussi migratori ma è praticamente sicuro che sarà affrontato anche il tema della recente decisione del Consiglio di Stato sul blocco parziale dei ristorni.
s.bartolini
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