Legambiente: allarme degrado-abbandono grotte promontorio Circeo

Legambiente: allarme degrado-abbandono grotte promontorio Circeo


Roma, 28 lug. (Apcom)
– Le meravigliose grotte del Promontorio del Circeo vivono un “grave stato di abbandono”, esposte a spoliazioni e vandalismi, cacciatori di “souvenir”, spazzatura ed escrementi, falò improvvisati e addirittura scavi abusivi. L’allarme è lanciato da Legambiente e riguarda uno dei più importanti poli di interesse speleomarino e paleoantropologico d’Italia, patrimonio importante e dimenticato del Parco nazionale del Circeo.

Raccogliendo la denuncia lanciata dalla Fondazione Marcello Zei e grazie ad una prima mappatura realizzata a cura del gruppo grotte Roma Niphargus, Legambiente spiega che lungo le falesie costiere del Circeo si aprono a ventaglio una cinquantina di cavità, sia sommerse che emerse, tutte di estrema importanza dal punto di vista culturale, scientifico, paesaggistico e ambientale. Un patrimonio di inestimabile valore sia sotto il profilo dei ritrovamenti paleontologici e paletnologici, con scavi avviati alla fine degli anni ’30 dal Blanc e purtroppo non proseguiti in tempi recenti, che sotto quello naturalistico, per la ricca biodiversità offerta dall’habitat ipogeo.

Nel 1994, ricorda Legambiente, era stato definito da un gruppo di esperti coordinati da Marcello Zei un progetto per la “Salvaguardia e valorizzazione anche ai fini turistici delle grotte del Promontorio Circeo”, progetto riemerso brevemente nel 1998 per poi scomparire definitivamente nei cassetti della Regione Lazio. Nel frattempo, le cavità sono rimaste in stato di totale abbandono, prive di un adeguato piano di tutela ed esposte a spoliazioni e vandalismi. Le grotte più prese di mira, considerato il facile accesso

da terra, sono quelle del Fossellone dove imperversano i cacciatori di “souvenir” che asportano di tutto effettuando indisturbati scavi abusivi e quella delle Capre, sito di interesse preistorico di valore internazionale. All’ingresso di quest`ultima cavità campeggiano ancora i resti di una vecchia cancellata, gracile baluardo alle orde che hanno devastato stalattiti e stalagmiti, scavato i sedimenti, cosparso il pavimento di spazzatura ed escrementi, annerito il soffitto con falò improvvisati e persino dipinto di azzurro le pareti per girare un film.

Legambiente chiede quindi all’Ente Parco nazionale del Circeo e alle istituzioni locali di avviare un’opera di pulizia dei delicatissimi luoghi ipogei, a partire dalla Grotta delle Capre, con la contemporanea definizione di una regolamentazione che garantisca la fruizione controllata delle cavità.

Apa

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