Legge elettorale, Renzi incalza: «Silvio, deciditi»

Il premier vuole chiudere al più presto. Battaglia sulle soglie al vertice di maggioranza

Chiudere l’accordo sulle modifiche all’Italicum e riavviare il cammino parlamentare della legge elettorale entro la settimana. È l’obiettivo di Matteo Renzi, che per la prima volta convoca un vertice di maggioranza, aprendo le porte di Palazzo Chigi a una folta galassia di rappresentanti di partiti, «partitini» e componenti parlamentari. Sul tavolo, le proposte su cui il premier attende una risposta da Silvio Berlusconi, incluse le soglie di ingresso alla Camera che preoccupano i «piccoli». Ed è anche per fare pressione sul Cavaliere che, spiegano diverse fonti, il leader dem «scuote l’albero del patto del Nazareno» con il rito del vertice di maggioranza tenutosi ieri in tarda serata. Oggi si riunirà il comitato di presidenza di Forza Italia: la trattativa è alla stretta finale e fonti di governo sono convinte che Berlusconi sia pronto a dire sì a Renzi. Anche per questo, per chiudere la partita politica incassando il mandato del suo partito, il premier riunirà domani sera la direzione del Pd. «Se Berlusconi fa finta o cerca di tergiversare» il patto del Nazareno salta e il Pd è pronto a «trovare in Parlamento altre forze con cui fare le riforme», ribadisce dalle file dem il presidente Matteo Orfini. Ma in ambienti governativi nei contatti delle ultime ore si è andata rafforzando la convinzione che il leader di FI sia pronto a dare il via libera alle

modifiche alla legge elettorale proposte da Renzi, a partire dal premio di maggioranza alla lista. Ma il Cavaliere non può ignorare la fronda interna guidata da Raffaele Fitto, con il quale si confronterà nella riunione, convocata oggi alle 17, del comitato di presidenza del partito. E anche per concedere a Berlusconi il tempo di provare ad «allineare» i suoi, l’ufficio di presidenza della I commissione di Palazzo Madama convocato – su altri temi – oggi alle 16 potrebbe non calendarizzare ancora l’Italicum.Ma niente rallentamenti o rinvii: il premier, assicurano fonti governative, ha annunciato la calendarizzazione in settimana e sui tempi non intende transigere, perché l’obiettivo è portare il testo in Aula al Senato entro fine anno. Anche per questo ha convocato per domani alle 21 una direzione del partito. Per allora confida di avere una risposta di Berlusconi sulla legge elettorale. Ma sarà quella l’occasione di fare un punto politico più complessivo, a un crocevia particolarmente delicato della legislatura, vista l’agenda parlamentare ma anche l’avvicinarsi del momento delle dimissioni del presidente della Repubblica e l’aprirsi di una difficile partita per la successione al Colle. In quella riunione si assumeranno «determinazioni», ovvero il segretario chiederà un mandato politico sull’Italicum e sulla riforma costituzionale che è all’esame della Camera, ma anche sul Jobs act e la legge di stabilità, due provvedimenti sui quali la minoranza dem è molto combattiva.