Lei frequenta un albaneseE i genitori la picchiano

GALLARATE Ancora un episodio di violenza domestica: è domenica mattina e il centro di Gallarate è pieno di gente che affolla le bancarelle del mercatino. Da un portone di via Mazzini esce una ragazza che singhiozza e urla frasi sconnesse. Ha il volto pieno di lividi e il pigiama sporco di sangue. Viene soccorsa da alcune passanti ai quali la giovane, racconta di essere stata picchiata dai genitori. Dal padre in particolare, che non vede di buon occhio le sue frequentazioni con alcuni ragazzi albanesi che lei, invece, si ostina a voler vedere.

La ragazza parla in maniera confusa e le persone che le stanno intorno non sanno come comportarsi. Qualcuno decide di chiamare il 118 che, immediatamente, invia sul posto un’ambulanza con la quale la giovane viene accompagnata al pronto soccorso più vicino. Dal Sant’Antonio Abate viene dimessa con una prognosi di trenta giorni per la frattura di un dito della mano destra e una forte contusione al naso.
La ragazza, 26 anni, viene sentita dalla polizia di Gallarate in merito a quanto accaduto. Gli agenti ascoltano anche la versione dei genitori, entrambi presenti in casa, che minimizzano l’accaduto e riconducono l’episodio a una mera discussione di famiglia.
La giovane non ha sporto querela contro di loro (almeno fino a questo momento). Forse vuole tutelarli anche se oltre i 20 giorni di prognosi l’indagine scatta d’ufficio.

Insomma, l’episodio sarebbe rimasto tra le quattro mura domestiche che se la ragazza non avesse chiesto aiuto ai passanti. A quanto pare calci e pugni sarebbero partiti nel bel mezzo dell’ennesimo litigio: padre e madre non vogliono che la figlia continui ad uscire con un albanese che non troppo tempo fa l’avrebbe "inguaiata", e invece la 26enne domenica avrebbe comunicato ai genitori l’intenzione di dargli retta. Questa la ricostruzione in base ai racconti di chi era in centro a curiosare tra le bancarelle.

s.bartolini

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