COMO Calci, pugni, schiaffoni, urla e insulti in un crescendo culminato nell’immancabile «lei non sa chi sono io». Pomeriggio difficilissimo, quello dell’ultima e quasi deserta domenica di luglio, negli uffici della questura di Como, in viale Roosevelt: gli agenti delle volanti lariane hanno sudato le cosiddette “sette camicie” per riuscire a tranquillizzare un cinquantenne di Varese, Giovanni Orlando, che in stato di alterazione più che evidente ha distrutto tutto quello che poteva distruggere, ivi compresi un paio di «Ficus Benjamin» presenti all’interno degli uffici.
Ieri mattina il suo arresto è stato convalidato dal giudice, che ha anche rinviato il processo accogliendo una richiesta di rinvio del suo difensore, l’avvocato Marcello Iantorno.
In attesa di essere giudicato, Orlando resterà nel carcere comasco, “vittima” di un provvedimento (la custodia cautelare) che è probabilmente motivata da una certa propensione a cacciarsi in guai sempre analoghi. Resistenza, lesioni e violenza sono i reati di cui dovrà rispondere, descritti in una denuncia che riassume nei dettagli il pomeriggio di follia.
Orlando – che inveendo contro i poliziotti ha sostenenuto di essere un ufficiale dell’Arma dei carabinieri e che per questo, guai se loro, ovvero gli agenti, si fossero azzardati a toccarlo – è stato intercettato attorno alle 17 di fronte alla Erg di via Varesina, sempre nel capoluogo lariano, mentre sulla sua jeep zigzagava pericolosamente nel traffico. La volante, che procedeva verso Montano Lucino, ha inverito la marcia bruscamente e lo ha acchiappato poche centinaia di metri più in là, verso il cinema Gloria. Apriti cielo.
Dopo avere annunciato la sua appartenenza all’Arma e dopo avere aggredito gli agenti, è stato portato in questura, luogo che gli ha evidentemente ispirato altre trovate: ha spaccato arredi, sedie, piante (i ficus, appunto), ha urlato, insultato, picchiato, sporcato fino a costringere i poliziotti a chiedere un intervento del 118. La notte l’ha trascorsa nell’ospedale Sant’Anna, piantonato e sedato, prima di raggiungere, ieri mattina, il tribunale per il processo.
E qui, come detto, il suo arresto è stato convalidato dal giudice, che ha anche accolto il rinvio su richiesta dell’avvocato difensore Marcello Iantorno.
v.colombo
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