New York, 6 feb. (Apcom) – Aprire un nuovo capitolo nella
gestione della Cia e voltare ufficialmente pagina. Lo ha detto
esplicitamente Leon Panetta, l’uomo scelto dal presidente
americano Barack Obama per guidare gli uffici di Langley nei
prossimi anni, durante la sua audizione davanti alla Commissione
sui Servizi Segreti del Senato che dovrà dare il primo via libera
al cambio della guardia al vertice della Cia.
In linea con quanto ribadito da Obama sin dalle prime ore della
sua presidenza Panetta ha spiegato ai senatori americani che la
nuova amministrazione democratica non consentirà più la
cosiddetta “extraordinary rendition”, la misura che ha permesso
in alcuni casi agli agenti statunitensi di portare all’estero i
detenuti sospettati di terrorismo per condurre interrogatori ai
limiti con la tortura in carceri segrete. Portando i prigionieri
all’estero gli agenti americani hanno potuto spesso utilizzare le
leggi dei Paesi che ospitano le prigioni.
La cosiddetta “extraordinary rendition” è stata usata decine di
volte dalle precedenti amministrazioni. Secondo l’attuale
direttore della Cia, Micheal Hayden, il solo governo di George W.
Bush vi sarebbe ricorso almeno in 100 casi. Il senatore
repubblicano Kit Bond ha sostenuto invece che anche Bill Clinton
portò almeno 80 detenuti nelle carceri all’estero allo stesso
scopo.
Il divieto di tortura nei confronti dei prigionieri,
riconosciuto dalla Costituzione americana e dalla Convenzione di
Ginevra, è stato ribadito dal presidente Obama in uno dei suoi
primi atti da presidente.
Il futuro capo della Cia, di cui gli analisti danno quasi per
scontata la conferma da parte del Senato, ha inoltre parlato di
“waterboarding”, la discussa pratica di interrogatorio assimilata
da molti alla tortura e che Panetta ha ribadito che non sarà
usata, ma che gli agenti che l’hanno praticata in passato non
saranno processati. Saranno presi provvedimenti solo nei casi in
cui sia accertata una violazione della legge. I casi accertati di
“waterboarding” applicato da parte dell’amministrazione Bush sono
almeno tre.
Nel rispondere alle domande dei senatori l’ex capo di Gabinetto
di Bill Clinton ha promesso la massima collaborazione con le
commissioni del Senato, ammettendo anche la sua poca esperienza
nel campo dei servizi segreti. La sua scelta è considerata come
una svolta rispetto alla precedente amministrazione ed arriva a
meno di due settimane dall’ordine di chiusura di una dell più
contestate prigioni militari americane: quella di Guantanamo.
Cep
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