GALLARATE «Serve una radicale presa di distanza dal governo di Silvio Berlusconi». No, a dirlo non sono le forze di centrosinistra, ma l’associazione «Noi siamo Chiesa», nata nel 1995 per chiedere una riforma profonda del cattolicesimo, in un messaggio che è finito anche nella cassetta delle lettere di alcuni parrocchiani arnatesi.Ad inviarlo, don WalterSosio il coadiutore della parrocchia dedicata ai santi Nazario e Celso. «Le notizie relative al nuovo scandalo hanno sconcertato tutto il mondo cattolico», si legge nella nota dell’associazione, «si stanno diffondendo un enorme disagio e un forte disgusto che vanno al di là degli aspetti strettamente giuridici».Secondo «Noi siamo Chiesa», le notizie sui festivi di Arcore delineano un quadro di «disordine morale» e di oltraggio «al corpo femminile e ad
ogni nobile normale sentimento nel rapporto tra uomo e donna». Per questo il sodalizio dice basta al sostegno che la Cei ha finora concesso all’esecutivo nazionale. «Facendo nostra un’opinione crescente, chiediamo alle gerarchie ecclesiastiche di affermare il dovere del presidente del consiglio di presentarsi, senza accampare scuse, di fronte ai magistrati», viene scritto a chiare lettere nella nota indirizzata alla comunità arnatese. E non è tutto: «Chiediamo alla Cei di interrompere il rapporto di sostanziale alleanza con questo governo». Perché non si può più essere «paghi del piatto di lenticchie offerto dal governo di un presidente autoproclamatosi, senza mai essere smentito, interprete e messaggero dei valori cristiani». Insomma, «si lascino da parte i sussurri diplomatici o i contorcimenti verbali che occultano la cruda realtà».
e.romano
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