Lezioni di cucina in casa Ecco la padrona-buongustaia

VARESE Aprire la propria casa a un corso di cucina, permettendo a un gruppo di sconosciuti di mettere le mani nella credenza, nei cassetti, nel frigorifero. Sfidando il pericolo di ritrovarsi una macchia di unto sul pavimento, una presina bruciata o qualche piatto rotto. Lorena D’Amato, contravvenendo al luogo comune che vuole che la donna sia regina indiscussa della propria cucina, ha accettato di ospitare Marco Chef e i suoi dieci allievi. Unico vincolo: poter mangiare i manicaretti preparati nel corso delle lezioni e avere il permesso di invitare gli amici a partecipare al corso. Il mercoledì sera è diventato una festa. Il cibo è un potentissimo mezzo di aggregazione. È come se la cottura arrivasse al cuore del prodotto e nello stesso tempo a quello dei partecipanti.«Mi piace avere la casa piena di gente – dice Lorena D’Amato – Anzi, sto pensando di trasformare alcuni locali in un bed and breakfast. Il corso ha trasformato il mercoledì in una serata speciale, una delle più belle della settimana». La specificità del corso è quello di essere “a tema”: ogni sera si usa un alimento diverso e lo si mette in tutti i piatti, dall’antipasto, al dolce. La lezione più critica, quella sulla cottura del pesce, è già passata. E Lorena

conferma: «L’odore non è rimasto nell’ambiente neppure un giorno, significa che la cottura è stata azzeccata e la materia prima di qualità». L’ultima delle cinque lezioni sarà sul vino, con un sommelier. Il gruppo di partecipanti comprende uomini e donne, buone forchette e inappetenti, amanti delle ricette tradizionali e cultori della sperimentazione.«Mi piace mangiare più che cucinare – confessa Alfredo Corvi, fiorista – Il corso è un momento molto divertente e piacevole. Stufo di preparare spaghetti agli amici, ho deciso di cambiare menù. Adesso ho molta più manualità, ma ci vuole tempo. Il fatto, poi, di svolgere l’attività in una casa privata rende tutto più facile e meno formale». «È un corso bellissimo e simpatico – conferma Graziella Roncati Pomi di Swarovski – Marco Chef sprizza gioia e amore da tutti i pori. Io ho scelto di partecipare perché amo cucinare e amo la cultura del cibo. Ho trovato in Marco un maestro speciale: insegna ricette rivisitate e riesce a mettere nel cibo l’anima». «Scegliere come location una casa privata arricchisce il corso – continua Graziella – I partecipanti sono “casalinghi” che non hanno a disposizione gli strumenti del ristorante. Essere in una casa, con le stoviglie e le pentole di sempre, fa capire come si fanno le cose nella pratica».

s.bartolini

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