Roma, 28 mar. (TMNews) – Dopo il Papa, anche il Presidente della Cei fa appello ad un superamento della guerra di Libia e all’intervento di una soluzione diplomatica. “Ad intervento ampiamente avviato, auspichiamo si fermino le armi e venga preservata soprattutto l’incolumità e la sicurezza dei cittadini, garantendo l’accesso agli indispensabili soccorsi umanitari, in un quadro di giustizia”, ha detto il card. Bagnasco aprendo i lavori del Consiglio Cei.
“L’invocato e improvviso intervento internazionale – ideato sotto l’egida dell’Onu e condotto con il coinvolgimento della Nato – ha sottolineato Bagnasco- ha fatto sorgere interrogativi e tensioni. Ci uniamo alle accorate parole che il Santo Padre in più occasioni ha espresso di solidarietà a quelle popolazioni e di auspicio per un immediato superamento della fase cruenta.Noi crediamo – ha detto ancora Bagnasco al ‘parlamentino’ della Cei – che la strada della diplomazia sia la via giusta e possibile, forse tuttora desiderata dalle parti in causa, premessa e condizione per individuare una ‘via africana’ verso il futuro invocato soprattutto dai giovani. Ma anche per evitare possibili spinte estremiste che avrebbero esiti imprevedibili e gravi”.
Per Bagnasco, “non ci si può non rammaricare per il ricorso alla forza che, contrapponendo tra loro i figli poveri di uno stesso popolo e di uno stesso continente, provoca dolore più grande e lutti – se possibile – ancora più drammatici”.
Nelle scorse settimane, Bagnasco aveva affermato: “Il Vangelo ci indica il dovere di intervenire per salvare chi è in difficoltà. Se qualcuno aggredisce mia mamma che è in carrozzella io ho il dovere di intervenire. Speriamo che si svolga tutto rapidamente, in modo giusto ed equo, col rispetto e la salvezza di tanta povera gente che in questo momento è sotto gravi difficoltà e sventure”.
Ska
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