Libia/ Capo ribelli: Sì a no-fly zone,no a occupazione straniera

Libia/ Capo ribelli: Sì a no-fly zone,no a occupazione straniera

Roma, 10 mar. (TMNews) – Sì alla “no-fly zone” o a una misura simile, no a soldati stranieri in Libia: è quanto ha chiesto il presidente del Consiglio nazionale dei ribelli libici costituitosi a Bengasi, l’ex ministro di Giustizia Mustafa Abdel Jalil, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt.

“Speriamo che sia dichiarata una zona di interdizione al volo o una misura simile, che impedisca a Gheddafi di uccidere la nostra gente”, ha dichiarato il leader del Consiglio nazionale ribelle libico. “Usa la sua sovranità aerea per portare militari nel paese, armi e materiale per uccidere i libici – continua – la no-fly zone è tutto ciò che chiediamo, qualcosa che renda più equa la lotta tra Gheddafi e i rivoluzionari. Ma non vogliamo soldati stranieri in Libia”, ha sottolineato.

Il Governo transitorio dei ribelli – ha detto Jalil – rimarrà in carica “fino a quando Gheddafi cadrà e la gente potrà scegliere liberamente il suo leader”. Per creare un nuovo Stato democratico “dobbiamo elaborare una nuova Costituzione, che rispetti i diritti umani e le libertà religiose”. Per Jalil in Libia non è in corso una “guerra civile”: “I ribelli tentano di liberare il loro Paese dal regime. Combattiamo contro l’esercito di Gheddafi, non contro il popolo. E non molleremo finchè il regime non cadrà. Combatteremo fino all’ultimo uomo”, ha promesso il leader dei rivoltosi.

Cuc

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