Roma, 8 apr. (TMNews) – “Sarà il governo a dover prendere le proprie decisioni” sulle richieste della Nato e del Consiglio nazionale di transizione per un maggiore impegno militare italiano in Libia, compresi eventuali bombardamenti. Lo ha precisato durante un briefing con la stampa il portavoce della Farnesina Maurizio Massari.
Nella giornata di ieri, ha confermato il diplomatico, c’è stato un colloquio telefonico fra il ministro degli Esteri Franco Frattini e il segretario generale Anders Fogh Rasmussen. Nel frattempo, a Bengasi l’inviato speciale italiano Guido de Sanctis è stato convocato assieme ai colleghi francese e britannico dal responsabile per la politica estera dei ribelli, Ali al Issawi. “Il punto importante è l’aspettativa da parte del Consiglio transitorio libico di un’azione più efficace da parte dell’Alleanza Atlantica allo scopo della protezione dei civili e della implementazione della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu” ha osservato Massari.
In altre parole, servono più mezzi e risorse per fermare l’avanzata delle truppe di terra di Gheddafi verso la Cirenaica e verso Bengasi. “Abbiamo registrato queste aspettative – ha detto Massari – aspettative che poi sono state ribadite anche da Rasmussen al nostro ministro degli Esteri, e naturalmente questo aspetto sarà poi oggetto di dibattito all’interno del nostro governo ed eventualmente anche tra i governi alleati alla riunione dei ministri degli Esteri Nato di Berlino” il 14 e 15 aprile.
“L’Italia ha già fatto e continuerà a fare la sua parte sulla base della situazione sul terreno” ha fatto notare il portavoce, sottolineando l’importanza che “questa è una richiesta che arriva dalla Nato”, che “è una richiesta che viene avanzata con insistenza anche dal Cnt”: “Sullo sfondo di questo contesto sarà il governo a dover prendere la propria decisione” ha concluso Massari.
Spr
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