Roma, 24 mar. (TMNews) – I fedelissimi del leader libico Muammar Gheddafi hanno avviato contatti con l’amministrazione americana e con alcuni Stati arabi per esplorare possibili vie di uscita dalla crisi in corso nel Paese del Nord Africa.
“Non mi sorprende se, data la forte pressione, alcuni abbiano avviato contatti, alla ricerca di eventuali via di uscita. Ma non entrerò nel dettaglio”, ha detto all’emittente americana MSNBC Denis McDonough, stretto consigliere del Presidente Usa Barack Obama. Ieri, era stato lo stesso Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, in un’intervista all’Abc, a riferire di contatti avviati da persone vicine a Gheddafi: “Abbiamo saputo che persone vicine (a Gheddafi) stanno contattando quanti conoscono in tutto il mondo, in Africa, in Medio Oriente, in Europa, in Nord America e altrove, chiedendo: ‘Cosa facciamo? Come ne usciamo da tutto questo? Cosa accadrà?. Non sono al corrente di contatti avviati da Gheddafi, ma so di contatti avviati da persone che agiscono per suo conto”.
Diverse fonti Usa hanno riferito alla Cnn che il capo dell’intelligence e cognato di Gheddafi, Abdullah Sanussi, ritenuto il consigliere più fidato dal leader libico, ha contatti quasi quotidiani con il Dipartimento di Stato Usa, mentre il ministro degli Esteri libico, Musa Kusa, avrebbe chiamato in diverse occasioni.
Anche alcuni Paesi arabi, alleati degli Usa, hanno riferito di essere stati contattati da fedelissimi del colonnello, anche se nessuno di loro ha parlato di un Gheddafi pronto a lasciare il Paese nè di possibili defezioni. “Ci hanno contattato, ma non è chiaro a quale scopo – ha detto una fonte citata dalla Cnn – non è chiaro l’obiettivo di queste chiamate”. Una fonte dell’intelligence Usa ha confermato che non ci sono “indizi seri” del fatto che Gheddafi sia pronto a lasciare.
Ieri, Clinton ha ribadito, in un incontro con la stampa, che “Gheddafi ha una decisione da prendere, così come le persone che lo circondano”. “Spetta a Gheddafi e ai suoi fedelissimi decidere quali passi fare e noi certamente faremo in modo che prendano la giusta decisione, non solo che si arrivi a un vero cessate il fuoco, ma che si ritirino della città, che pongano fine alle azioni militari e che si preparino a una transizione che non coinvolga Gheddafi”.
Dal Cairo, anche il Segretario alla Difesa Robert Gates ha dichiarato che sono diverse le “possibili vie di uscita” per la crisi libica, “se ci sono defezioni importanti, altre defezioni dai parte dei fedelissimi del regime e se ci sono divisioni in famiglia”.
(con fonte Afp)
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