Roma, 13 apr. (TMNews) – “Le truppe di terra sono escluse, le ha escluse la risoluzione dell’Onu (1973, ndr) e soprattutto lo hanno detto con grande chiarezza la Lega Araba e l’Unione Africana, ma lo dicono gli stessi esponenti del Consiglio di Bengasi”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Franco Frattini in un’intervista al GR 1, poco prima dell’inizio dei lavori del Gruppo di contatto a Doha.
I ribelli del Consiglio nazionale transitorio, che oggi per la prima volta siedono al tavolo della comunità internazionale, “vogliono una Libia unita, e pensano di convocare in tempi rapidi una convenzione nazionale e costituzionale, pensano a elezioni parlamentari e poi presidenziali” ha riferito Frattini. Il Cnt di Bengasi, ha aggiunto, pensa “soprattutto a mettere insieme tutti i gruppi tribali per evitare quello che già alcuni stanno paventando e cioè una spartizione della Libia”.
Sull’evoluzione dell’impegno italiano per aiutare gli insorti, rifornendoli di armi o partecipando ai bombardamenti degli alleati, il ministro ha preferito non sbilanciarsi: “Ci siamo già distinti – ha detto – per l’invio di alcune navi con aiuti umanitari dove purtroppo la situazione è drammatica perché le forze di Gheddafi, soprattutto a Misurata, stanno compiendo delle vere e proprie stragi”.
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