Libia/ Gheddafi bombarda Ajdabiya, Misurata allo stremo

Libia/ Gheddafi bombarda Ajdabiya, Misurata allo stremo

Ajdabiya, 9 apr. (TMNews) – Le forze governative libiche hanno
bombardato questa mattina posizioni dei ribelli a ovest della
città di Ajdabiya, provocando la fuga degli insorti. Insorti che sono allo stremo a Misurata, assediata e bombardata senza sosta da un mese e mezzo dalle truppe di Muammar Gheddafi. L’Unione europea, intanto, continua a discutere dei permessi di soggiorno temporanei per i migranti arrivati in Italia.

I colpi di artiglieria nei pressi di Ajdabiya rappresentano un
nuovo rovescio per i ribelli, che oggi erano avanzati per molte
decine di chilometri verso ovest, in direzione della località
petrolifera di Brega. Per la prima volta da mercoledì, i leader della guerriglia avevano autorizzato i giornalisti a uscire da Ajdabiya e ad avvicinarsi al fronte sulla strada che collega le due città, distanti circa 80 chilometri. La zona è teatro da una decina di giorni di combattimenti intensi tra le forze fedeli a Gheddafi e la guerriglia.

A Misurata, nell’ovest del Paese, le forze lealiste “hanno iniziato a lanciare razzi e granate sulla città. Ci sono stati successivamente combattimenti violenti sulla strada” ha raccontato un portavoce dei ribelli, che ha criticato nuovamente le forze della Nato, a suo giudizio incapaci di “assolvere la missione di proteggere i civili”.

Intanto, l’Italia deciderà a metà della prossima settimana, dopo il vertice con Francia e Gran Bretagna, se partecipare ai bombardamenti in Libia. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a ‘Repubblica’. “Il governo esaminerà le
richieste degli alleati e poi nella sua autonomia farà una
scelta, anche se l’orientamento è quello di continuare ad
appoggiare la missione senza un coinvolgimento diretto nei raid
contro le truppe di Gheddafi” anche perché, ha aggiunto La Russa, “non ci è arrivata una richiesta tassativa, ma c’è stata inoltrata in via informale una sollecitazione per un nostro maggiore coinvolgimento nelle operazioni militari in Libia”.

Rcc/Est

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