Roma, 11 feb. (TMNews) – Il “cibo” migliore per il cervello? Cultura, scuola e libri: un mix che allontana l’invecchiamento cerebrale e tiene lontane malattie degenerative come l’Alzheimer. La chiave è nell’ippocampo, regione cerebrale collegata a memoria e apprendimento. Lo sostiene uno studio della Fondazione Santa Lucia di Roma condotto da Fabrizio Piras e coordinato da Gianfranco Spalletta, responsabile del Laboratorio di Neuropsichiatria, e da Carlo Caltagirone, direttore scientifico della Fondazione, per il quale sono stati reclutati 150 soggetti sani di età compresa tra i 18 e i 65 anni sottoposti ad un innovativa tecnologia di risonanza magnetica che permette la misurazione delle variazioni strutturali dei tessuti cerebrali.
“Per la prima volta siamo riusciti a determinare il luogo all’interno del cervello in cui una più ricca attività mentale avvia dei meccanismi protettivi nei confronti della neurodegenerazione”, spiega Spalletta. Uno dei parametri è la “mean diffusivity”, una misura del movimento delle molecole d’acqua all’interno del cervello che può essere considerata un indice qualitativo della struttura cerebrale. Dai risultati è emersa una correlazione tra questo parametro e gli anni di istruzione scolastica. Le persone con un alto livello di studio hanno anche mostrato una maggiore compattezza strutturale nell’ippocampo.
Noe
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