«Abbiamo portato a Varese in pochi mesi circa 25 milioni di euro».
Lo ha detto in conferenza stampa il sindaco Davide Galimberti, parlando dei vari bandi cui il Comune ha partecipato, da quello del progetto delle stazioni, alle scuole, passando per altri.
E, dati alla mano, bisogna dargli ragione. Forse i soldi sono ancora sulla carta, come si suol dire, perché si tratta al momento solo di conferme di finanziamento. Ma è già qualcosa.
Segno comunque, e questo va riconosciuto, che la giunta comunale si sta muovendo per tenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale, quelle di rilanciare la Città Giardino.
Diciamolo chiaramente (e noi possiamo dirlo a testa alta, perché quando c’è da criticare l’amministrazione, come dimostrano i nostri servizi giornalistici, lo facciamo): i primi risultati si stanno già vedendo. E, operando lontano dagli slogan, l’esecutivo guidato da Davide Galimberti sta riuscendo a muoversi in maniera egregia.
La comunicazione, in politica, è sempre un’arma a doppio taglio. Quando non si ha l’onere di governare, è facile dare addosso e “sparare” nel mucchio. Ricorrere a quello che viene definito populismo.
Quando ci si ritrova nella stanza dei bottoni, e spesso si ha a che fare con una burocrazia ingessata e lenta, la prospettiva cambia radicalmente. E si capisce come ottenere risultati sia molto, molto, molto più difficile di quanto all’inizio si pensasse.
L’Italia, e Varese in questo è italianissima, è il Paese dove le rivoluzioni finiscono sempre in involuzioni. Agli italiani piace che tutto resti fermo. E poi, come contraddizione, piace anche lamentarsi del fatto che nulla cambia. Un atteggiamento di pancia, con il quale bisogna fare i conti. Ma questo non significa arrendersi. E cercare di andare avanti a discutere in maniera costruttiva o almeno tentare di farlo. E oggi riconosciamo alla giunta l’impegno a reperire fondi.













