VARESE Ufficio Imu preso d’assalto. Lunedì di fuoco tra code, telefoni roventi e tante proteste. Lo spazio è insufficiente per contenere la folla di varesini che deve compilare il modello F24. Non ci sono sedie nella sala d’attesa e la pioggia rende tutto più difficile. È stata una mattinata di fuoco per gli impiegati che si occupano della gestione dell’ufficio tributi e per i varesini che volevano saperne di più sulla nuova imposta municipale unica. Anche ieri mattina le persone erano in coda davanti alla sede dell’ex palazzina della cultura un’ora prima che gli uffici aprissero. Tant’è che è stato necessario anticipare di mezz’ora l’inizio dei lavori. Quasi duecento persone si sono recate negli uffici, per la maggior parte anziani. E l’attesa per loro si è rivelata anche più snervante. Nella sala d’aspetto non ci sono sedie e lo spazio è angusto. «Non si riesce a stare qui – lamentavano le persone in coda – Siamo stipati come sardine e tutto è molto confusionale».A vigilare sull’ordine di entrata c’è un solo commesso, che deve anche rispondere alle domande e alle chiamate. Un telefono rovente che ieri mattina non ha smesso di squillare neanche un secondo. E poi ci si è messa anche la pioggia che ha costretto le persone a rintanarsi
tutte all’interno dell’ufficio. Il pavimento si è riempito d’acqua. E la tensione ha raggiunto i livelli di guardia. E nei prossimi giorni la situazione non sarà migliore. Sono quarantamila i varesini che dovranno pagare l’Imu e quindi compilare il modello F24. Molti si rivolgeranno al proprio commercialista e alcuni ai Caf. Ma essendo gratuito, il servizio del Comune sarà sicuramente il più affollato dalle richieste. «Più di tanto non possiamo fare – aggiungono dall’ufficio – Lo spazio che abbiamo a disposizione è questo». «Abbiamo preso il numero ma non sappiamo se in mattinata riusciremo a tornare a casa con questo benedetto F24 compilato». E in effetti non tutti sono stati accontentati. Sono circa una settantina le persone che sono state ricevute in tre ore e mezza di apertura dell’ufficio. Le altre 150 hanno optato per la soluzione B. Quella cioè di lasciare nome cognome, codice fiscale e recapito telefonico e attendere la chiamata del Comune per passare a ritirare il modulo compilato. «In questo modo riusciamo ad accontentare quante più persone possibile», spiegano dall’ufficio. L’ideale sarebbe che tutti facessero in questo modo, riservando lo sportello a particolari esigenze. Nel pomeriggio infatti, gli impiegati si dedicano alle pratiche arrivate alla casella di posta elettronica del Comune e alle richieste raccolte dal commesso.
s.bartolini
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