L’inciviltà abitanel salotto di Busto

L’inciviltà abitanel salotto di Busto

BUSTO ARSIZIO Abbasso i graffitari, ma in generale i maleducati. Quelli che lasciano i rifiuti dappertutto, a partire dai bisognini di Fido. Una battaglia di civiltà per il centro storico: ad invocarla sono i residenti e gli avventori più affezionati del cuore cittadino. Già, perché non sempre chi frequenta il salotto buono di Busto si comporta come dovrebbe: basti pensare alle scritte sui muri, ai mozziconi di sigaretta per terra, alle cartacce abbandonate un po’ ovunque, per arrivare ai cani che sporcano (e ai padroni che non puliscono). Inutile, stavolta, puntare il dito contro il Comune: «La verità è che ci sono in giro dei gran maleducati», tagliano corto i passanti.

All’incrocio tra via Sant’Antonio e via Santa Croce, all’inizio di via Don Minzoni, sotto tutti i portici, sui muri e sulle facciate dei palazzi: il centro è imbrattato di scritte e graffiti, tanto che l’occhio, ormai, non ci fa quasi più caso. Non a caso qui l’ordinanza anti-writers che il Comune sta per spiccare raccoglie consensi, per non dire che spopola: «Schedare chi acquista bombolette? Se può essere un modo per scoraggiare questa moda di imbrattare le facciate dei palazzi pubblici e delle case private, ben venga», taglia corto Luisa Bellotti, una residente». 
Ma il centro pullula anche di mozziconi. E dura a morire è l’abitudine di abbandonare per terra, vicino alle panchine o – peggio – nelle fioriere lattine vuote, coppette di gelato, carta e tovagliolini della pizza da asporto: «I giovedì sera in centro piacciono a tutti, non fosse per quello che ci ritroviamo sotto casa il venerdì mattina – racconta una signora che abita proprio in via Milano – i cestini per qualcuno restano degli emeriti sconosciuti: molto più comodo lasciare lattine o peggio resti di cibo dove capita. Poi noi residenti ci lamentiamo degli scarafaggi nelle vie del centro, ma come stupirsene quando la gente bivacca?». Completano il quadro le cacche dei cani.
Laura Campiglio

m.lualdi

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