VARESE C’era da aspettarselo. Dopo le elementari, l’influenza contagia anche le superiori. Nelle classi aumentano i banchi vuoti, ma i presidi mantengono la calma e aspettano la giornata di oggi, quando Pierluigi Zeli, direttore generale dell’Asl, farà il punto della situazione in un incontro al liceo Manzoni. «È vero, i virus nella scuola si diffondono velocemente, ma non alimentiamo l’allarmismo altrimenti torniamo ai tempi dei monatti e degli untori» dice Daniela Tam Baj, preside del classico Cairoli. «Sembra un normale autunno con un picco di assenze. Gli studenti stanno a casa massimo tre giorni, poi ritornano sani. È quasi peggio l’influenza stagionale».
I NUMERI DEL VIRUS
Ecco qualche dato. All’itpa Casula c’è stato un vero e proprio incremento di assenze. L’8 ottobre, su un totale di 670 studenti, i banchi vuoti erano solo 20, mentre lunedì scorso erano ben 114. All’itc Daverio (ragioneria e geometri), la segreteria riferisce che alcune classi sono dimezzate. E per tutto il giorno c’è un andirivieni di studenti in infermeria per provare la febbre. Su 400 alunni, gli assenti sono circa 50. Al Cairoli ci sono mediamente tre assenti per classe, ad eccezione di un’aula dove i banchi vuoti, ieri, erano il 40%. Anche al linguistico Manzoni ci sono in media tre o quattro assenti per classe, «una percentuale nella norma» commenta la vicepreside Luisa Oprandi. Allo scientifico Ferraris non si registrano particolari problemi. Nonostante le scuole, in alcuni casi, siano visibilmente «deserte», nessun istituto ha però pensato di chiudere per contenere l’epidemia. «Non abbiamo comunicazioni da parte dell’Asl che chiariscano se il motivo delle assenze sia o meno influenza A/H1N1. Registriamo il fatto che ci sono studenti che si fanno venire a prendere a casa abbastanza frequentemente perché non si sentono bene» continua Tam Baj.
INUTILE ALLARME I docenti, invece, ci sono tutti, a parte quelli che sono a casa per patologie di altra natura. Daniela Tam Baj precisa che l’influenza stagionale, normalmente, tiene a casa 100 studenti su 980. «Non sappiamo però se quello di queste settimane sia il picco dell’influenza o meno, ci sono interpretazioni discordanti» aggiunge la preside, secondo cui, con queste condizioni, è meglio non chiudere, «altrimenti si genererebbe un inutile allarme sociale». Per Luisa Oprandi, vicepreside del Manzoni, il numero di malati di questo ottobre è il medesimo degli anni scorsi, «quello che cambia è che i ragazzi adesso
stanno a casa ai primi sintomi per evitare di contagiare i compagni. Questo anche a seguito della campagna informativa che sta conducendo Topo Gigio in tv». In ogni classe sono state affisse le regole da osservare e il preside ha incontrato tutti per spiegare come comportarsi. «I ragazzi non sono spaventati, ma stanno a casa più spesso. Per questo penso che non ci siano le condizioni per chiudere la scuola. Tanto più che il numero di assenze non è preoccupante. Nel nostro istituto c’è un clima tranquillo, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare e i ragazzi stanno attenti».
GLI SCAMPATI
Al liceo scientifico Ferraris, invece, il preside Antonio Micalizzi afferma: «C’è qualche assente ma non siamo ad un livello esagerato. Ritengo che siamo ben lontani dal livello di guardia. Mai dire mai, certo, ma allo stato dei fatti la situazione è sottocontrollo. Non ci sono livelli di assenza che possono far pensare a qualcosa di preoccupante».
Adriana Morlacchi
f.tonghini
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