«L’influenza è arrivata prima». Emergenza al Pronto soccorso

«Nel 99% dei casi la malattia guarisce nel giro di quattro giorni, di cui tre con somministrazioni piene di farmaci»

Complice un’influenza che mai come quest’anno gioca in anticipo, la pressione sul Pronto soccorso non accenna a diminuire. Anche ieri il reparto di emergenza del Circolo ha registrato circa 200 accessi per lo più dai persone anziane con complicazioni e scompensi cardiaci o respiratori. I ricoveri di elezione (programmati e rinviabili) rimarranno bloccati anche per tutta la giornata di oggi.

La speranza è quella di riuscire ad avere una tregua almeno a cavallo del Capodanno «perché per il resto non mi faccio illusioni – commenta il primario Saverio Chiaravalle – la prima settimana di gennaio sarà di fuoco».

Gli ingredienti ci sono tutti: dal periodo di ferie ai forti sbalzi di temperatura e, soprattutto, un’influenza che raddoppia i contagi ogni settimana.

Se la scorsa settimana si è chiusa con un’incidenza di contagi pari al 4,5 per mille, «l’ultima di dicembre dovrebbe chiudersi con 8 nuovi contagi ogni mille abitanti», ipotizza Aurelio Sessa, medico sentinella della città di Varese. Tradotto significa mezzo milione di nuovi casi di influenza a livello nazionale e oltre 6mila a livello provinciale.

E non siamo ancora neppure vicini al picco, atteso tra la seconda e la terza settimana di gennaio, e comunque dopo la riapertura delle scuole, rinomati terreni fertili per nuovi contagi.

«Quest’anno l’influenza è in anticipo di almeno tre settimane – spiega l’esperto – La curva cresce velocemente. I dati dell’ultima settimana saranno ufficiali solo tra qualche giorno, ma per quella che è la mia esperienza, mi aspettoun nuovo raddoppio dei casi, che già settimana scorsa erano raddoppiati rispetto alla settimana precedente».

Tantissimi i pazienti colpiti dal virus che si presentano in queste ore in ospedale, negli ambulatori medici o che richiedono visite domiciliari: «Fisicamente, su questi numeri, non possiamo visitare tutti», spiega Sessa che invita a mantenere la calma e all’automedicazione responsabile.

«Nel 99% dei casi l’influenza guarisce nel giro di quattro giorni – spiega – Per aiutare il decorso sono sufficienti tre giorni di somministrazioni piene di farmaci sintomatici come paracetamolo o ibuprofene». Farmaci acquistabili senza prescrizione medica ed efficaci contro la febbre (che in mezza giornata raggiunge e supera i 38,5°), e i dolori diffusi. Due sintomi che, uniti a una difficoltà respiratoria, indicano la presenza dell’influenza.

«Il medico va contattato solo in caso di complicazioni o quando non si notano miglioramenti dopo il terzo giorno».

La popolazione anziana, per effetto della campagna vaccinale, è la meno colpita, (solo il 2 per mille ora, contro il 15 per mille dei bambini). Ma gli anziani sono anche quelli che più facilmente sviluppano complicazioni. Da qui i forti accessi in pronto soccorso.

«Di solito durante le feste natalizie registriamo diverse gastroenteriti, che non mancano, ma sono scompensi cardiovascolari e respiratori conseguenti alle sindromi influenzali e parainfluenzali a riempire il ps», conferma il primario.

Al Circolo terzo giorno di fila ieri con oltre 200 accessi al giorno: la barelliera di emergenza è sempre piena, ma almeno i corridoi erano più liberi: «Siamo sempre al livello 3 del Piano di gestione del sovraffollamento – dichiarava ieri sera Chiaravalle, confermando il blocco dei ricoveri – Per prevenire disagi è fondamentale non bypassare il medico di base che, anche se in ferie, ha certamente un sostituto cui rivolgersi».