Quanto “pesa” l’influenza stagionale sulle imprese varesine in termini di costi e di ore lavorate perse? Secondo una stima effettuata dalla Camera di Commercio di Milano, su dati Istat e del Ministero della Salute, in provincia di Varese i “danni” economici provocati quest’anno dall’influenza, nel periodo compreso tra l’ottobre 2016 e il 1° gennaio del 2017, ammonta a circa 1 milione e 800 mila euro, per un totale di 23 mila ore di giorni di malattia, nelle undici settimane prese in considerazione dallo studio effettuato dall’ente camerale.
Un dato in linea di fatto con quello degli scorsi anni che però è destinato a peggiorare nelle prossime settimane, visto che gli esperti prevedono il picco della sindrome influenzale proprio nelle due settimane centrali di gennaio. In Lombardia, i costi hanno toccato i 30 milioni di euro, quasi un quinto del totale italiano, per circa 383 mila ore di lavoro perse per malattia, su un totale di due milioni in Italia. In questa particolare classifica, a livello regionale, la provincia di Varese si colloca alle spalle di Milano, Bergamo, Brescia e Monza sia in termini di costi attribuibili all’influenza stagionale, sia in termini di ore di malattia di dipendenti e titolari di attività produttive.
A livello nazionale invece, la nostra provincia occupa il dodicesimo posto, appaiata a Palermo e appena dietro a Firenze, Verona e Bari. I conti definitivi sui danni provocati quest’anno dalla sindrome influenzale al sistema produttivo varesino bisognerà aspettare comunque la fine della stagione invernale; quel che è certo è che l’influenza oltre a danneggiare la salute delle persone, crea danni all’economia. Quando si parla di malattie però, anche a livello economico, c’è anche l’altra faccia della medaglia. La Camera di Commercio milanese ha infatti preso in esame anche le imprese che sul nostro territorio operano nel settore dell’assistenza sanitaria privata e dei servizi sociali. In provincia di Varese, in base all’elaborazione effettuata dall’ente camerale sui dati del registro imprese al terzo trimestre 2016, sono attive in questo comparto 566 attività; un numero importante e in aumento rispetto allo stesso periodo del 2015, quando le imprese attive erano 551. Nel dettaglio, sul nostro territorio operano 301 aziende nell’assistenza sanitaria, 60 nei servizi di assistenza sociale residenziale e 205 nell’assistenza sociale non residenziale.













