– Non si sa ancora se a colpire di più sarà la “suina”, la “svizzera” o il “Phuket” (il vaccino che verrà somministrato, peraltro, le coprirà tutte e tre), ma di certo l’influenza rappresenta – anche quest’anno – uno spauracchio che sta spingendo le autorità sanitarie a pubblicizzare massicciamente la campagna di vaccinazioni 2015.
Lo ha fatto ieri anche l’Asl di Varese, sottolineando i benefici della copertura per le categorie a rischio e ponendosi degli obiettivi numerici in linea con i dettami dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: vaccinare il 75% dei soggetti che hanno una probabilità maggiore di contrarre i virus e di avere complicanze che possono risultare anche gravi.
Il problema delle “cifre” è posto dopo un inverno, quello passato, che ha fatto registrare un calo nella quantità di persone che si sono sottoposte alla profilassi, con un conseguente aumento di casi gravi e decessi: i 485 episodi rilevanti segnalati in tutta Italia sono il dato più alto dell’ultimo decennio, superiore anche alla stagione pandemica 2010/2011.
Quest’anno – e l’impegno divulgativo che coinvolge Asl, medici di assistenza primaria e i pediatri di famiglia ha proprio questo scopo – si vogliono vaccinare in provincia di Varese seimila persone in più rispetto alle 78mila dell’autunno 2014, cercando di aumentare il tasso di copertura anche dei malati cronici (undicimila lo scorso anno): «Il vaccino è uno strumento di protezione primaria per la popolazione – afferma, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl di Varese – L’influenza è una malattia aggressiva e molto contagiosa perché si trasmette per vie aeree: una persona può arrivare a contagiarne venti». A chi si rivolge l’appello dell’Azienda sanitaria locale?
A una serie di categorie di persone che – per motivi di salute, età, o mansione lavorativa – possono vivere l’influenza non come una semplice scocciatura che interrompe il normale corso della vita, ma come una malattia capace di avere sintomi di una certa rilevanza e conseguenze da non trascurare.
Medici di famiglia già al lavoro
Per loro la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente: si tratta di chi ha superato i 65 anni d’età, di chi ha patologie croniche, delle donne che saranno al secondo o terzo trimestre di gravidanza durante la stagione endemica (tra dicembre e gennaio), dei lungodegenti e di chi lavora a contatto con gli animali e può contrarre infezione da virus influenzali non umani.
La campagna è già partita presso i medici di famiglia («il cui ruolo è fondamentale non solo nella somministrazione, ma anche nell’informazione al paziente» spiega, direttore del Dipartimento delle cure primarie e della continuità assistenziale) e prenderà il via il 3 novembre presso tutti i distretti dell’Asl di Varese, che metterà in circolo circa 106mila vaccini (99mila saranno a disposizione dei medici di base).
L’utente interessato può rivolgersi o al proprio medico curante oppure recarsi nei centri vaccinali dei singoli distretti (a Varese il Poliambulatorio di via Monte Rosa e il centro di via Ottorino Rossi), seguendo il calendario e gli orari pubblicati sul sito www.asl.varese.it.
Chi volesse sottoporsi al vaccino ma non è ricompreso tra le categorie a rischio può riferirsi invece alle farmacie, comprandolo a un costo che si aggira attorno ai sette/otto euro.n













