GALLARATE Doveva la sua prima notte di nozze. Invece il matrimonio è saltato e lui ha dormito lontano dalla sua amata.
Potrebbe essere il copione di un romanzo d’appendice, invece è la storia vera capitata a un giovane marocchino.
L’uomo, martedì mattina, stava entrando a Palazzo Borghi con la propria fidanzata, una ragazza italiana, per altro incinta. Al primo piano, in sala giunta, lo aspettava il vicesindaco Paolo Caravati, pronto a leggere gli articoli del codice civile relativi al matrimonio e a dichiarare i due marito e moglie. Ma, di fronte all’ingresso, c’erano i vigili urbani che, prima di farlo entrare in municipio, gli hanno chiesto i documenti.
Documenti che il giovane marocchino non aveva, essendo clandestino in Italia. Per questo gli agenti lo hanno fermato e trasferito al commissariato della polizia di Stato per il fotosegnalamento e per prendere le impronte digitali del maghrebino.
Non si è trattato di un intervento casuale. Al comando della Polizia locale, infatti, conoscevano bene il soggetto il cui nome appariva sulle pubblicazioni matrimoniali, sapevano che non aveva i documenti in regola. Ma non hanno potuto intervenire perché l’uomo risultava irreperibile. Per questo hanno dovuto aspettarlo fuori dal municipio.
Per altro, il maghrebino risulta già colpito da decreto di espulsione, già arrestato per non aver ottemperato all’ordine di lasciare il territorio nazionale, nonché denunciato e pregiudicato per reati legati alla detenzione e allo spaccio di stupefacenti. Insomma, non è quello che si definirebbe come un marito ideale.
e.romano
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