Roma, 23 ott. (Apcom) – Le “conseguenze politiche” annunciate
dopo l’intervento del capo dello Stato sul Lodo Alfano “sono del
tutto estranee agli intendimenti del presidente della
Repubblica”, che puntano “sempre a favorire con la massima
imparzialità la correttezza e la continuità della vita
istituzionale”. Il Quirinale, con una nota, rivendica
l’imparzialità di Giorgio Napolitano all’indomani della lettera
inviata dal Capo dello Stato al presidente della commissione
Affari costituzionali del Senato, Vizzini, sullo scudo
processuale per premier e presidente della Repubblica e
interpretata come uno stop al ddl costituzionale. Ma oggi
interviene il presidente della Camera, e leader di Fli,
Gianfranco Fini, per dire no alla reiterabilità del lodo, norma
prevista dal testo presentato in Senato dal Pdl.
“Se la filosofia di quel provvedimento – ha detto Fini ad Asolo durante un dibattito con Massimo D’Alema – è la tutela di una funzione e non di una persona, non credo possa essere reiterabile perché finirebbe ad essere un privilegio garantito a una persona”. Intanto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fa sapere che il provvedimento potrebbe anche essere ritirato perchè non lo convince e non è stata una sua iniziativa. “Chiederò che venga ritirato – dice il premier al Corsera -. Il lodo Alfano porta con sé un meccanismo farraginoso per l’approvazione e in questo modo serve soltanto a dare fiato alle polemiche strumentali dell’opposizione”, afferma il premier. Ma dal Pdl si ribadisce la necessità di una norma che garantisca le più alte cariche istituzionali dalle “indebite ingerenze giudiziarie” e perciò dal Senato vengono annunciate modifiche che accolgano i rilievi posti dal Quirinale.
Gal
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