Lodo Alfano, da oggi l’esame della Consulta

Lodo Alfano, da oggi l’esame della Consulta


Roma, 6 ott. (Apcom)
– Quale sarà il verdetto che la Corte Costituzionale emetterà nei confronti del lodo Alfano non è dato saperlo, ma quel che è certo è che la sentenza uscirà dopo una camera di consiglio molto tesa e verrà espresso a maggioranza risicata, almeno sondando quelli che sono gli umori tra gli alti giudici, che hanno mal digerito le polemiche legate al ‘peso politico’ della loro decisione. Svariate fonti alla Consulta ieri hanno assicurato, stavolta all’unanimità, che la decisione sarà presa in base al diritto e non alle opinioni dei singoli giudici e che verrà valutata “ogni singola sfaccettatura del provvedimento”.

Lo spettro dei possibili esiti è il più ampio possibile. Una
delle tesi possibili, ad esempio, è quella di
‘incostituzionalità’ per palese violazione dell’articolo 138
della Costituzione. In buona sostanza, il lodo Alfano, legge
ordinaria dello stato, potrebbe venir giudicato incostituzionale
perchè normerebbe su una materia – le prerogative di figure
istituzionali – che invece richiederebbe una norma di rango
costituzionale. Difficile, se non impossibile, in caso di questo
verdetto, ripresentare una sorta di lodo bis, che invece sarebbe
già pronto nel caso in cui la Corte evidenzi altre violazioni
della Costituzione.

Tra queste, possibili, secondo i costituzionalisti, sono la violazione del principio di uguaglianza previsto dall’art.3, della ragionevole durata del processo (art.111), dell’obbligatorietà dell’azione penale (art.112), del giudicato costituzionale (art.136), e delle guarentigie dei parlamentari, del Capo dello Stato e dei ministri (art. 68, 90 e 96). Non solo: il lodo potrebbe trovare opposizione anche nella constatazione di un’irragionevole disparità di trattamento tra il presidente del consiglio

(‘primus inter pares’) e i ministri, oltre che tra i presidenti delle Camere e i parlamentari. Anche in questo caso, dicono però i bene informati del Parlamento, la soluzione sarebbe già pronta. Ovviamente, la Corte potrebbe anche giudicare inammissibili o infondati i ricorsi presentati e quindi il lodo Alfano resterebbe così com’è, salvo poi dover affrontare il referendum abrogativo già preparato dall’Idv.

Qualunque sia la decisione che la Consulta si appresta a prendere, quel che è già stabilito è l’iter con cui la prenderà. Alle 9,30 di questa mattina il presidente Francesco Amirante aprirà ufficialmente l’udienza pubblica. Fu lui che nel 2004 scrisse la sentenza di incostituzionalità sul lodo Schifani, predecessore di quello Alfano. Poi, parola al relatore sul provvedimento Franco Gallo, nominato cinque anni fa giudice costituzionale dall’allora Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, che dovrà riassumere i motivi dei tre ricorsi presentati contro il ‘lodo Alfano’, due a firma dei giudici di Milano impegnati nei processi per corruzione all’avvocato David Mills e per irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset e il terzo ricorso firmato dal gip di Roma, che deve decidere sul rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi in un processo per istigazione alla corruzione nei alcuni senatori eletti all’estero durante la scorsa legislatura.

Terminata la relazione di Gallo, sarà la volta degli avvocati. Da
una parte saranno schierati i parlamentari-avvocati Niccolò
Ghedini e Gaetano Pecorella, gli stessi che cinque anni difesero
il ‘lodo Schifani’ di fronte alla Consulta, e l’avvocato dello
Stato Glauco Nori. Sua la memoria difensiva in cui si paventa il
rischio di dimissioni del premier in caso di bocciatura del lodo
Alfano. Dall’altra parte siederà il presidente dei
costituzionalisti Alessandro Pace, in rappresentanza della
procura di Milano. La partecipazione di Pace all’udienza, però, è ancora appesa a un filo: saranno infatti i giudici che questa
mattina dovranno stabilire se ammettere l’intervento della
procura di Milano o se rigettarlo perchè parte non titolata ad
intervenire nel giudizio costituzionale.

Difficile fare previsioni sui tempi della pronuncia: la decisione finale arriverà non prima della serata, ma potrebbe anche slittare.

GIc/Kat

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