– Outlet dei negozi di abbigliamento, arriva un nuovo stop. Adesioni al di sotto della soglia di sostenibilità: a febbraio le vetrine di via Zappellini rischiano di mantenere abbassate le saracinesche. «Peccato, ma non è detto che in futuro il progetto non si possa riproporre» spiega il manager del distretto del commercio . Dopo quasi due anni di ragionamenti e perfezionamenti, si blocca proprio quando era vicino al traguardo il progetto L’Outlet, un’idea di un gruppo di commercianti del centro cittadino associati ad Ascom e al Distretto per valorizzare le rimanenze di magazzino delle proprie attività. Trasformandole da perdita secca o quasi a possibile occasione di guadagno, in una logica di rete che avrebbe permesso di mettere a punto un innovativo «outlet senza marche, diviso per classi di prodotto», come spiegava nella presentazione , presidente del Consorzio costituito dai fiduciari di categoria dell’abbigliamento, accessori e calzature. «Un’aggregazione di commercianti che mettono assieme le loro forze in maniera totalmente democratica, senza favoritismi e competizioni». Un’unica struttura con l’obiettivo di «dare luce ai magazzini» e di essere replicato anche in altre realtà. Un’idea tanto semplice quanto geniale. Ma aggregarsi non sempre è così immediato e semplice. «Purtroppo – fa sapere il manager del Distretto del commercio di Busto Arsizio Gaetano Spinola – ci è stato comunicato dal responsabile del progetto che il numero di adesioni pervenuto dopo la presentazione del Consorzio
in Ascom è stato inferiore alle previsioni, rispetto alle necessità di sostenibilità dell’iniziativa in termini di ammortizzazione dei costi. Allo stato attuale il progetto “outlet” è congelato, ma non è detto che in futuro non si possa riproporre un’iniziativa fortemente innovativa e in grado di rispondere ad un’esigenza molto sentita dai commercianti del settore». Insomma, nonostante il sostegno ottenuto da Ascom e Distretto, il progetto non ha ancora le gambe per stare in piedi, dopo che già un primo “stop” si era consumato quando ancora si ventilava l’ipotesi di far sorgere l’outlet negli spazi dell’ex comando dei vigili di viale Piemonte, poi destinato agli sportelli di Agesp Energia. Allora il progetto poteva contare sul sostegno economico di Regione Lombardia, grazie ad un bando regionale per le reti d’impresa, fondi che a questo punto rischiano di essere persi. Il Consorzio aveva già individuato la propria sede nelle cinque vetrine di proprietà comunale di via Zappellini (location strategica sia per la presenza dell’ampio parcheggio di vicolo Landriani che per la futura vicinanza con il “centro commerciale naturale” di piazza Vittorio Emanuele, attualmente in fase di edificazione) messe a disposizione da Palazzo Gilardoni dopo aver già ospitato in passato la sede della Pro Patria. «Dispiace, perché è stata fatta una fatica incredibile per arrivare a compimento di questa idea – chiosa Gaetano Spinola – ma è solo congelata, in vista di tempi migliori».