L’Università dell’Insubria piange Sergio Patriarca: addio al professore che ha formato generazioni di giuristi

Ordinario di Diritto commerciale dal 2001, è stato tra i protagonisti della crescita dell’ateneo varesino. Il ricordo commosso della rettrice Maria Cristina Pierro e della comunità accademica.

L’Università dell’Insubria perde una delle figure più autorevoli della propria storia recente. È morto oggi, sabato 30 maggio, il professor Sergio Patriarca, ordinario di Diritto commerciale dal 2001 e tra i protagonisti dello sviluppo della facoltà di Economia e dell’intero ateneo.

La notizia ha suscitato profonda commozione all’interno della comunità universitaria, che ne ricorda non soltanto il valore scientifico e professionale, ma anche le qualità umane.

«Un amico e un caro collega. Con lui, Vincenzo Salvatore e Maurizio D’Ettore, scomparso due anni fa, costituivamo un gruppo storico di giuristi dell’economia», ha dichiarato la rettrice Maria Cristina Pierro.

Tra i fondatori della scuola giuridica dell’Insubria

Patriarca aveva iniziato il proprio percorso all’Insubria nel 1998 come professore associato, diventando poi ordinario nel 2001.

Nel corso della sua carriera ha contribuito in modo determinante alla crescita del Dipartimento di Economia, del quale è stato uno dei principali punti di riferimento scientifici e accademici.

Formatosi nella prestigiosa tradizione della Scuola Pavese del Diritto commerciale, sotto la guida di maestri come Giuseppe Zanarone e Gastone Cottino, ha sviluppato una produzione scientifica apprezzata a livello nazionale.

Studioso di riferimento del diritto societario

I suoi studi hanno attraversato numerosi ambiti del diritto commerciale, con particolare attenzione al diritto societario e alle dinamiche delle società di capitali.

Tra le opere più significative figurano la monografia Le azioni di godimento e il volume Successione nella quota sociale, successione nell’impresa e autonomia statutaria, oltre a numerosi contributi scientifici che hanno approfondito temi allora poco esplorati dalla dottrina.

Particolarmente apprezzato dagli studiosi è stato il suo lavoro dedicato alla società semplice, pubblicato nel 2021 all’interno del prestigioso Commentario del Codice Civile Scialoja-Branca.

Un docente stimato dagli studenti

Accanto all’attività di ricerca, Patriarca si è distinto per la dedizione all’insegnamento.

L’Università dell’Insubria ne sottolinea la costante presenza nelle attività didattiche, la disponibilità nei confronti degli studenti e la capacità di costruire un dialogo continuo tra il mondo accademico e quello delle professioni.

Numerosi professionisti oggi attivi nel territorio hanno avuto modo di formarsi sotto la sua guida, apprezzandone il rigore scientifico e l’attenzione agli aspetti concreti dell’attività giuridica.

L’attività professionale e la passione per la montagna

Alla carriera universitaria affiancava una lunga esperienza professionale come avvocato, collaborando stabilmente con lo studio Tremonti Partners fin dalla sua fondazione nel 1985.

Di origini valtellinesi, alle quali era profondamente legato, coltivava con orgoglio la propria appartenenza alla montagna. Grande appassionato di sci, non rinunciava appena possibile a giornate sulle piste, spesso concedendosi rapide fughe dalla città.

Tifoso dell’Inter, amava condividere con amici e colleghi anche le passioni sportive che accompagnavano la sua vita privata.

Il ricordo della comunità universitaria

Particolarmente toccante il ricordo diffuso dall’ateneo, che richiama anche gli ultimi anni della sua vita.

«I colleghi e gli amici gli sono stati particolarmente vicini nei momenti più significativi della sua vita recente: nella gioia del matrimonio con la sua amata Laura e, prima ancora, nel momento in cui ha affrontato con lucidità la notizia della sua grave malattia, che non ha offuscato né la profondità del pensiero né la generosità del suo animo».

La rettrice Maria Cristina Pierro, insieme ai colleghi del Dipartimento di Economia e all’intera comunità accademica dell’Università dell’Insubria, lo ricorda oggi con affetto, riconoscenza e gratitudine per il contributo umano e scientifico lasciato a studenti, colleghi e istituzioni.