Luvinate accende la nuova centrale a biomassa: primo carico di cippato per il collaudo

L’impianto entrerà in funzione in autunno e punta sull’autonomia energetica locale attraverso la valorizzazione dei boschi del territorio

Prende forma a Luvinate il progetto della nuova centrale a biomassa comunale, una delle opere pubbliche più significative realizzate negli ultimi anni nel paese alle pendici del Campo dei Fiori. Dopo la conclusione dei lavori avvenuta all’inizio della primavera, l’impianto si prepara ora alla fase operativa in vista dell’avvio previsto per il prossimo autunno.

Nella mattinata di oggi è stato effettuato il primo scarico di cippato destinato alle prove tecniche e al collaudo dell’impianto. L’arrivo del materiale, trasportato da un camion e scaricato all’interno della struttura attraverso gli appositi portelloni, è avvenuto alla presenza del sindaco Alessandro Boriani, dei tecnici comunali, della Polizia Locale e di numerosi cittadini.

Un progetto per l’autonomia energetica del territorio

La centrale a biomassa nasce con l’obiettivo di trasformare le risorse boschive locali in energia termica a chilometro zero, destinata ad alimentare gli edifici pubblici del Comune. Un modello che guarda alla transizione ecologica e all’autosufficienza energetica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e dai mercati internazionali dell’energia.

L’opera è stata realizzata grazie a un finanziamento straordinario di Regione Lombardia pari a circa 700 mila euro e rappresenta, insieme al nuovo ponte di via San Vito, uno degli investimenti più importanti per il territorio luvinatese.

Tecnologia avanzata e riduzione delle emissioni

L’impianto è composto da due moderne caldaie ad alta efficienza provenienti dall’Austria, progettate per garantire elevate prestazioni energetiche e una significativa riduzione delle emissioni inquinanti.

La centrale utilizzerà cippato prodotto dagli scarti del legno — come ramaglie, cortecce e residui di lavorazione — provenienti dalla filiera forestale locale. Una scelta che consente di limitare le polveri sottili rispetto ai sistemi tradizionali e di valorizzare il patrimonio boschivo del territorio.

Economia circolare e gestione sostenibile dei boschi

Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di gestione sostenibile delle aree forestali del Campo dei Fiori. L’utilizzo del cippato permette infatti di creare una filiera corta del legno, capace di generare benefici economici, ambientali e sociali per il territorio.

«La gestione attiva e sostenibile del bosco crea valore, trasformando un patrimonio spesso inutilizzato in una risorsa concreta per la comunità», ha spiegato il sindaco Alessandro Boriani.

Il primo cittadino ha ricordato anche le ferite lasciate dagli incendi del 2017 e dagli eventi alluvionali che hanno colpito il territorio negli anni successivi, sottolineando come il progetto della centrale a biomassa rappresenti un tassello fondamentale nel percorso di cura e valorizzazione del patrimonio naturale locale.

Un ruolo centrale, in questo percorso, è svolto da ASFO Valli delle Sorgenti, l’associazione forestale che riunisce proprietari pubblici e privati dei boschi del Campo dei Fiori e che promuove una nuova economia del legno legata alla manutenzione e alla tutela del territorio.