M.O./ La pace “in un anno con reciproche concessioni”


Roma, 3 set. (Apcom)
– Prima nube sui colloqui diretti fra israeliani e palestinesi iniziati ieri a Washington: i colloqui si bloccheranno se Israele riprenderà l’espansione degli insediamenti di coloni ebraici, sospesa da una moratoria fino al 26 settembre. Lo ha affermato il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas) a margine dei colloqui.
Prevedibile monito, ma getta una doccia fredda sulle speranze nate a Washington e sulla promessa di un prossimo incontro diretto fra Benjyamin Netanyahu e Abu Mazen il 14 e 15 settembre “nella regione”, come aveva reso noto l’inviato speciale statunitense per il Medio Oriente, George Mitchell.

Siete gli uomini che possono trasformare il sogno in realtà, avete il futuro della regione nelle vostre mani”. Questi uomini sono il primo ministro israeliano, Netanyahu, e il leader dell’Autorità nazionale palestinese, secondo Hillary Clinton. Il segretario di Stato americano li ha accolti nella sala Benjamin Franklin del Dipartimento di Stato, a Washington, per l’inizio dei colloqui di pace.

L’obiettivo è trovare una soluzione entro un anno. ‘La’ soluzione è quella dei due Stati, come ha ricordato Clinton.
Riuscire a trovare un accordo fra israeliani e palestinesi “non sarà facile, una vera e durevole pace si potrà raggiungere solo con impegno comune” e “concessioni reciproche” ha ribadito Netanyahu, secondo cui “per raggiungere un accordo di pace fra israeliani e palestinesi è necessario il mutuo riconoscimento dei due Stati”.

“Noi chiediamo al governo israeliano di portare avanti il suo impegno di porre fine a tutte le attività di colonizzazione e di revocare l’embargo nella Striscia di Gaza” ha risposto Abu Mazen, che si è impegnato a favore della sicurezza, “indispensabile per la pace” ha ammonito Netanyahu. “Siamo pronti a raggiungere la pace, per dare sicurezza e prosperità alla regione ed essere buoni vicini – ha detto Netanyahu – ma servono serie negoziazioni, ci sono molti argomenti da discutere”.

E intanto Hamas ha fatto sapere che gli attacchi contro gli israeliani in Cisgiordania continueranno.

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