Roma, 2 ago. (Apcom) – Israele ha accettato di partecipare alla commissione internazionale di inchiesta delle Nazioni Unite sul raid contro la “Flottiglia della pace” perché “non ha nulla da nascondere”: lo ha affermato il premier dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, le cui dichiarazioni sono state riportate dal quotidiano israeliano Ha’aretz.
“E’ vero piuttosto il contrario: l’interesse nazionale di Israele è di assicurare che venga resa pubblica la realtà dei fatti” sull’incursione, che il 31 maggio causò nove morti fra gli attivisti diretti a Gaza.
E’ la prima volta che Israele accetta di partecipare a un
Commissione di inchiesta dell’Onu che riguardi l’operato delle
sue forze armate, e la prima partecipazione israeliana ad
un’indagine del Palazzo di Vetro sulle sue attività dello Sato
ebraico. Il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha definito “una avvenimento senza precedenti” l’assenso israeliano e ha proposto anche la creazione di una commissione preliminare che esamini le inchieste già portate a termine da Israele e Turchia.
Quanto alla Commissione d’inchiesta vera e propria, Ban ha annunciato che sarà formata da quattro persone, inizierà i lavori il 10 agosto prossimo e dovrebbe sottoporre il suo primo rapporto entro la metà di settembre: in attesa di conoscere i delegati israeliano e turco, sarà guidata dall’ex premier neozelandese Geoffrey Palmer e dal presidente colombiano
uscente, Alvaro Uribe.
Mgi
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