Maccecchini, perché si candida? «Perché mi piace combattere». E perché si candida a sostegno di ? «Per sconfiggere il vincitore designato, l’attuale sindaco . È come nello sport: quanto è bello battere il più forte?».Alla fine la domanda la fa lui e non puoi che dargli ragione, almeno sull’eterno desiderio umano di trasformare ogni tenzone esistenziale in un Davide contro Golia. A Malnate scende in campo , il vulcanico imprenditore innamorato di sport, del Varese e della sua città. Uno a totale digiuno di politica e pare proprio questa la sua forza: «Io le promesse le ho sempre mantenute, fin
da quando ho iniziato a lavorare 67 anni fa. Vuole sapere quanti anni ho? Ne faccio 78 quest’anno». Lo capisci dai suoi modi non ingessati, nemmeno costruiti, spontanei come può essere spontaneo uno che ha sempre fatto, più che parlato. Lo capisci anche dal suo essere estraneo alle logiche dettate dal bilancino del politichese, fin dalla serata del suo insediamento ufficiale nella lista civica (Lista Pavesi per Malnate) in cui ha organizzato un rinfresco per amici e compagni di corsa: «Questo non lo dovresti dire?» gli suggeriscono ogni tanto i sodali, senza tuttavia riuscire a frenare la sua gioiosa corsa.
Paolo Maccecchini scende in campo per lo sport della sua città («Dobbiamo rifare il campo da calcio e anche quello da bocce»), perché lui, allo sport, ha dedicato la parte di cuore non occupata dalla sua florida attività imprenditoriale. Per 30 anni presidente della Malnatese e da 15 anni nell’orbita del Varese Calcio, amore grande come quello per i giovani. Nella famiglia biancorossa Maccecchini ci è entrato 15 anni fa, a braccetto con Sogliano ai tempi del fallimento della società («Mi ricordo i primi incontri con lo stesso Sogliano: li facevamo nel mio ufficio da ferramenta»), per poi non lasciarla più: «Ho ancora dentro la finale del campionato primavera persa dal Varese contro la Roma – arringa con un misto di carica e malinconia quello che oggi è il presidente del settore giovanile – Agli avversari regalarono un calcio d’angolo inesistente a pochi minuti dalla fine, segnarono e poi perdemmo ai supplementari. Che brutto vedere i miei ragazzi piangere…».
A incoronarlo nella discesa in campo non può allora che esserci , vicepresidente del Varese: «Con il “Macia” si vince. Spero solo non perda il suo entusiasmo per il Varese: è la nostra anima, senza di lui non ci saremmo». L’imprenditore dovrà dividere in tre il suo tempo da («Famiglia e salute mi assistono») dovesse essere eletto. Quel che certo è che un personaggio come lui rappresenta già di suo un jolly mica da ridere per la corsa di Pavesi: «Abbiamo creato la lista civica proprio per chi, come Maccecchini, ha voglia di fare il bene di Malnate senza legarsi a un partito».













