«Macché sfortuna: è solo colpa nostra»

Queste parole sono del presidente della Pallacanestro Varese, Stefano Coppa, che, nella lunga intervista rilasciata al nostro Simone Benzoni, analizza il brutto momento della Openjobmetis

«Finiamola di prendercela con la sfortuna: siamo tutti responsabili di questa situazione». È un’analisi severa quella di Stefano Coppa all’indomani del ko di Cremona, sesta sconfitta consecutiva della Openjobmetis.


Succede che ci stiamo nascondendo dietro un dito, dietro all’idea che sia la cattiva sorte la causa di tutto quanto, a cominciare dall’infortunio di Kangur, che domattina (stamattina, ndr) sarà operato e che presumibilmente riavremo per la prima di ritorno. La realtà è che il problema capitato all’estone e tutte le sconfitte subite sono frutto di errori nostri. Prendiamo per esempio la sfida con la Vanoli.


Penso che riuscire a fare solo 5 punti nell’ultimo quarto, o tirare dalla lunetta col 47%, non sia sfortuna. Ma, finché non capiremo queste cose e continueremo a pensare che tutto dipenda dalle circostanze, e dall’assenza di Kristjan in particolare, sarà sempre così. Eyenga appena arrivato e subito scavigliato: quella sì può essere sfortuna, ma ricordiamoci che a Venezia, con gli stessi uomini di domenica sera, stavamo vincendo la partita contro un avversario superiore.


Io dico, con tutto il rispetto, che siamo più forti della Vanoli. Ma la squadra di Pancotto ha saputo mettere in campo soluzioni utili a metterci in difficoltà. Non voglio più vedere gente che perde e non si arrabbia, che appare rassegnata.


Dobbiamo smetterla di piangerci addosso. Dobbiamo renderci conto che tutti quanti, da me in giù, abbiamo delle colpe e capire che cosa fare per uscire da questa situazione. Dobbiamo tornare a essere artefici del nostro destino: sabato sera a Brindisi ci aspetta una trasferta molto difficile, ma se partiamo già con l’idea di essere spacciati forse è meglio che stiamo a casa. Almeno evitiamo di far arrabbiare i tifosi.


Perché non andava rischiato fino a quel punto, tenendolo in campo 53 minuti com’è stato contro Reggio Emilia.


Non amo inoltrarmi nelle questioni tecniche, non spettano a me. Ma se qualcosa non va a livello di atteggiamento o di linguaggio del corpo lo vedo perfettamente anche io. Domenica abbiamo disputato la nostra partita più brutta. Ribadisco: la percentuale ai liberi è inconcepibile. E siamo una squadra di movimento, ma non ho visto neanche un contropiede. Non c’è nulla di cui gioire se abbiamo subito meno canestri del solito. Fare 53 punti può andar bene, ma solo se gli altri ne fanno 52.


Ribadisco: vale per tutti, da me in giù. Il nostro staff tecnico ha competenze e capacità per risolvere la situazione. Intendiamoci, non siamo certamente qui a mettere in discussione Gianmarco: non avrebbe davvero alcun senso. Dobbiamo trovare tutti insieme, lavorando a testa bassa, le soluzioni.


Certo. Voglio vedere i giocatori ribellarsi, con voglia e cuore, al momento negativo. Perché solo quando questo accade ci si può sentire in pace con la coscienza, anche se poi arriva una sconfitta.


Non ne faccio un discorso di nomi o di ruoli. Dico solo che sarebbe assurdo intervenire ora, se prima non capiamo qual è il problema. Un conto è aggiungere un elemento, come abbiamo fatto con Eyenga, un conto è andare a sostituire. Ora è del tutto prematuro, prima bisogna individuare cosa non va. Se poi ci renderemo conto che è il caso, cercheremo di intervenire, prima di quando siamo intervenuti lo scorso anno.