Bonifico da 52mila euro per restituire buona parte del suo stipendio da consigliere regionale: la grillina Paola Macchi mantiene la promessa. «È stato emozionante» ammette, dopo aver compiuto l’operazione allo sportello della Banca Etica.
«Fatti, non parole». Così Paola Macchi, consigliere regionale di Gallarate del Movimento Cinque Stelle, annuncia alla base grillina di aver compiuto il suo dovere, effettuando ieri un bonifico da 52mila 988 euro e 16 centesimi. È il frutto di un anno di indennità restituite, come promesso in campagna elettorale, quando i candidati a Cinque Stelle avevano fissato in circa cinquemila euro lordi più le spese strettamente necessarie e rendicontate l’indennità che avrebbero trattenuto.
Aiuto alle imprese
Detto, fatto. «In tutto – racconta Macchi – ieri in nove abbiamo restituito la cifra complessiva di 503mila 265 euro e 66 centesimi. Soldi che andranno a sostegno delle micro e piccole imprese lombarde, come approvato in un ordine del giorno in assemblea». Macchi ammette di essersi «molto emozionata» quando firmava la richiesta di bonifico in banca. «È un grande orgoglio per me compiere questo gesto – fa sapere la consigliera regionale – è la dimostrazione che noi le cose non le diciamo solo per portare a casa voti, ma le mettiamo in pratica sul serio, a differenza di altri. Ed è anche per questo che vinciamo noi». Il riferimento è allo slogan della campagna elettorale per le amministrative e le europee, che sta impegnando in prima persona tutti gli eletti del Movimento.
Spaccature locali
«Questo gesto della restituzione assume un significato ancor più forte – aggiunge Paola Macchi – se pensiamo alle notizie che hanno caratterizzato la giornata di ieri in Lombardia».
La coincidenza con una nuova tornata di arresti e di indagini attorno agli appalti per Expo è stata casuale, ma ha dato ancor più senso alla maglietta “L’onestà andrà di moda”, che qualche consigliere grillino ha indossato martedì al Pirellone sotto la giacca.
Eppure il Movimento a livello locale è attraversato dalle spaccature. Basti pensare alle recenti dimissioni in consiglio comunale a Busto Arsizio di , salutate dall’omologo di Legnano con un sonoro “Vaffa” rivolto a Grillo e Casaleggio: «Il M5S è diventato un partito padronale».
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