Maggioranza tiene su Cosentino, ma i finiani rompono su giustizia

Maggioranza tiene su Cosentino, ma i finiani rompono su giustizia


Roma, 23 set. (Apcom)
– Silvio Berlusconi parlerà alla Camera il 29 settembre: in quella sede, sempre che il premier chiederà un voto, si capirà se la maggioranza è davvero ‘autosufficiente’ anche senza i finiani. Perchè ieri il voto segreto su Nicola Cosentino non ha ancora concretizzato l’auspicio di Silvio Berlusconi, ovvero superare quota 316 (maggioranza assoluta a Montecitorio) anche senza i 34 del gruppo Fli. Quel che è certo è che il centrodestra si presenta al passaggio parlamentare sempre più diviso, anche se Umberto è Bossi è sicuro (“Ce la facciamo”): i finiani votano con le opposizioni su Cosentino e soprattutto interrompono il dialogo sulla giustizia dopo l’ennesima prima pagina del ‘Giornale’ contro Gianfranco Fini e quello che senza mezzi termini viene definito “dossieraggio”.

Certo è che contro le intercettazioni e le autorizzazioni ad utilizzarle contro i parlamentari, una maggioranza si trova sempre: anche stavolta la Camera nega l’uso nei confronti di Cosentino, così come respinge tutte le altre richieste di autorizzazione a procedere (due delle quali riguardanti Berlusconi) tranne quella dell’Idv Felice Zazzera che – su richiesta dell’interessato – viene concessa all’unanimità. Proprio per il tema del voto, le guarentigie dei parlamentari, è difficile trarre conclusioni oggettive sul significato politico del voto. E così ognuno la tira dalla sua parte, con il Pdl che – sommando ai votanti i propri assenti, quelli della Lega e i 6 ‘responsabili’ – rivendica l’autosufficienza e i finiani che ironizzano: “Se vogliono andare avanti con 308 voti…”.

Rea/

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