I frontalieri diventano tema da campagna elettorale anche a Varese, dove sono circa 2.500 i lavoratori che tutti i giorni varcano il confine di Stato. «Si deve fare di più, la città di Varese metta in campo il suo peso per difenderli. La nuova legislazione fiscale avrà un impatto devastante sulla nostra economia».
Ad affermarlo è il civico Stefano Malerba, candidato sindaco della Lega Civica, che ieri mattina ha voluto avviare la propria “campagna d’ascolto” in città («mentre alcuni miei concorrenti sembrano ansiosi di mostrare i muscoli in improvvisati confronti o di esibirsi come rockstar a caccia del grande pubblico, io preferisco stare in mezzo alla gente e confrontarmi coi miei concittadini»).
E lo ha fatto incontrando i rappresentanti della neonata associazione Frontalieri Ticino nella loro sede di via Manzoni, per confrontarsi con loro sui problemi che hanno portato alla clamorosa mobilitazione di queste settimane, culminata per ora con il FrontaDay di Lavena Ponte Tresa. Per la Città Giardino però è una novità, visto che il tema frontalieri è rimasto spesso ai margini. «Eppure sono 2500 le persone residenti a Varese che lavorano oltre frontiera – i numeri rivelati da Stefano Malerba – 2.500 famiglie sono il 10% della popolazione della nostra città. E non sono cittadini di serie B, anzi quel che guadagnano lo spendono sul nostro territorio».
Considerato che l’associazione stima «un danno economico di circa 500 milioni di euro», procurato dalla doppia imposizione prevista dal nuovo accordo fiscale, nella sola Varese la perdita si aggirerebbe sui 20 milioni di euro. «Un impatto devastante per l’economia del nostro territorio, di cui forse non ci rendiamo bene conto – sottolinea il candidato sindaco della Lega Civica – sono tutti soldi spesi in meno nella nostra
economia locale. La nuova legislazione fiscale rischia di essere un colpo durissimo per la città e per le zone di confine. Ne risentiremmo sicuramente, perché se una di queste persone può uscire a mangiare la pizza due volte alla settimana probabilmente domani ci potrà andare una volta sola». Ecco perché Malerba sostiene che la città di Varese debba «fare di più» per tutelare la categoria dei frontalieri.
«È il capoluogo di provincia, è il Comune più importante, deve far pesare a livello regionale e nazionale, dev’essere in prima fila in questa battaglia – afferma il candidato civico – Una delle prime cose che farò da sindaco di Varese sarà l’apertura di uno Sportello per i Frontalieri, come già ce ne sono in altre realtà sul territorio. Ma servirà anche maggior coordinamento con le altre amministrazioni locali interessate dallo stesso fenomeno, per cercare di proteggere questa categoria».
Proprio per quella dei frontalieri a Varese è «una presenza massiccia, importante e significativa, con cui il Comune ha il dovere di mantenere un canale aperto. Perciò – aggiunge Malerba – trovo assurdo che, a differenza di altri Comuni, a Palazzo Estense non sia mai stato attivato uno sportello ad hoc, utile a raccogliere quotidianamente istanze ed esigenze dei frontalieri. Una volta eletto, attiverò subito un ufficio che supporti queste persone e le loro famiglie».
Le cui preoccupazioni, chiosa il candidato civico, sono «giustificate e condivisibili. Anche perché sono persone che, se ci fossero opportunità di lavoro da noi, probabilmente non andrebbero a lavorare oltre confine. Sobbarcandosi i disagi del viaggio e minori tutele sociali, un duro prezzo da pagare per uno stipendio più alto».













