– Il civismo, la vicinanza ai cittadini, si vede anche nello stile di una campagna elettorale. E questo, candidato della Lega Civica, lo ha capito e lo sta interpretando perfettamente.
Basti pensare a un solo dettaglio comunicativo: ad ogni comunicato stampa che invia, allega sempre una vignetta colorata, che lo ritrae in sfida contro i partiti tradizionali (tra cui inserisce anche il Movimento 5 Stelle, cosa che sicuramente scatenerà la reazione degli attivisti di Varese).
Come nell’ultima puntata di quella che ormai appare una vera e propria “saga”: Malerba, “armato” di spada e scudo, para i colpi dei partiti (Pd, Lega Nord e Movimento 5 Stelle) con quest’ultimo, difendendo una folla di cittadini che si trova alle sue spalle.
«La decisione di utilizzare vignette è nata per caso, un po’ per gioco – ci racconta Malerba – e poi è diventata una cosa seria, un metodo efficace per comunicare. Un vero e proprio filone, perché alla fine tutte le vignette messe insieme avranno un filo conduttore, che racconterà una storia». Ma la puntata successiva non la svela, se gli chiediamo un’anticipazione. «È come il Tex Willer – spiega – ognuna ne anticipa un’altra e per conoscere la fine della storia bisogna aspettare la puntata successiva».
Malerba è quindi intervenuto sulla vicenda dei confronti tra i candidati, dopo la “bagarre” nata dallo scontro tra e: l’esponente del centrosinistra voleva assolutamente il confronto con il secondo, il quale tuttavia non ha accettato. Quindi Galimberti ha anche proposto a tutti gli altri candidati sindaci un confronto a due, un faccia a faccia con ognuno. «Mi sembra che i politici che si stanno presentando alle elezioni continuano ad esprimere solo i propri pareri – dichiara Malerba – fingendo di voler coinvolgere la gente, ma in realtà lasciando i cittadini fuori dalle scelte».
Esattamente il contrario di quello che vuole fare lui. Che sottolinea come la propria candidatura vivrà due fasi: una prima parte dedicata al confronto con la città. E una seconda, nei prossimi mesi, incentrata sul programma. «In questo momento – continua – preferisco dedicarmi all’ascolto, alla raccolta di esigenze, proposte, problematiche. Come ho chiarito fin dall’inizio, la mia non è una candidatura nata nelle segrete stanze dei partiti, ma dal cuore della città. Ed è proprio ai cittadini che desidero dare l’assoluta precedenza».
«Sarò felice di incontrare gente comune e associazioni, ma per ascoltarli e prendere nota delle loro richieste, non per lanciare promesse».
«La politica degli annunci non mi appartiene. È venuto il tempo di mettersi a disposizione, raccogliendo i bisogni e le istanze che la città vorrà comunicarmi. Dopo, e solo dopo, tradurrò quanto recepito in termini pratici, propositivi e programmatici. Prima di allora, un confronto tra me e i miei avversari non avrebbe senso».













