VARESE Restano gravi le condizioni del ragazzino di 13 anni appena, che martedì sera si è sentito male durante un allenamento di basket alla palestra di via Marzorati. La prognosi non è ancora sciolta e oggi i medici valuteranno la possibilità di un intervento a cuore aperto.
Le sue condizioni sono stabili dal momento che è arrivato all’Ospedale di Circolo. «Ha recuperato la capacità respiratoria ma non è vigile e ci vorranno ancora 48 ore per avere il quadro completo della situazione». E’ il general manager della società roburina, Alberto Zambelli, che spiega il quadro clinico del giovane cestista. Non si è mai mosso dall’Ospedale, dal reparto di terapia intensiva, e insieme ai genitori sta aspettando che i medici sciolgano la prognosi. «Oggi decideranno se intervenire chirurgicamente per risolvere il problema al cuore che gli ha provocato l’arresto cardiaco». Una malformazione cardiaca che il ragazzo si trascina dalla nascita, ma che non gli aveva impedito di ottenere l’idoneità sportiva per giocare a basket. Una promessa della società cestistica varesina che con i ragazzi del ’98 partecipa al campionato regionale.
«Non aveva mai accennato a disturbi particolari – spiega Zambelli – Anzi, era un ragazzo che si impegnava molto nell’attività sportiva e con buoni risultati». Fino a martedì, quando all’improvviso si è accasciato a terra incosciente, sotto gli occhi dei compagni di squadra e dei genitori che stavano seguendo l’allenamento. Il suo cuore ha smesso improvvisamente di battere ed è stato provvidenziale l’intervento dell’allenatore, Romano Pagani. Ha capito subito la gravità della situazione e gli ha praticato la respirazione bocca a bocca in quegli interminabili minuti che hanno preceduto l’arrivo dei soccorsi. «Ci hanno detto che se non avesse tamponato la mancanza di ossigeno, i danni celebrali sarebbero stati sicuramente maggiori e forse irreversibili – aggiunge Zambelli – Anche i compagni hanno reagito con grande maturità, nonostante lo shock». Sono stati gli operatori del 118 ha defibrillarlo in campo e ad intubarlo prima della corsa in Ospedale. «Adesso siamo tutti qui e speriamo che il ragazzo si rimetta presto».
Valentina Fumgalli
f.tonghini
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